Pompe di calore, allarme inverno e rischio beffa: potrebbero esserci problemi?

Arriva l’allarme inverno rispetto a pompe di calore e riduzione di potenza ai contatori: la ragione e di cosa si tratta, i dettagli in merito

Tiene banco il tema energia e in ottica inverno e riscaldamento potrebbero esservi dei rischi per quanto riguarda le pompe di calore, a seguito della riduzione di potenza dei contatori. Di cosa si tratta, perché potrebbero non funzionare e i dettagli al riguardo a seguire.

pompe calore
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La questione energetica ed il tema dell’energia, in generale, tiene banco e desta grande attenzione, in virtù della situazione che gli italiani e non soltanto stanno vivendo, tra crisi economica, aumento dei prezzi, caro bollette e quant’altro. Non di meno, il piano di razionamento energetico il quale è stato deciso da parte della Commissione Europea in ottica inverno, potrebbe creare delle difficoltà ad un 1milione di famiglie di italiani all’incirca.

A parlarne nel relativo approfondimento è Money.it, e si legge che ciò avrebbe il sapore di una beffa, dal momento che tale aspetto riguarda le famiglie che hanno compiuto una scelta in direzione del “green”, andando a preferire le pompe di calore per il riscaldamento della propria casa, e al contempo compiendo una rinuncia in merito ai combustili fossili.

Una decisione vicina a quello che è il progetto dell’Unione Europea, dal momento che vi è l’intenzione di portare al bando, nell’arco dei prossimi sette anni, tutte le caldaia a gas. Ma per quanto concerne l’inverno in arrivo, si legge che potrebbe non esser certo e scontato potersi riscaldare nelle ore di picco. Quando cioè si prevede la riduzione dei consumi.

Ma per quali ragioni? Ecco alcuni dettagli circa l’allarme che arriva dall’Associazione per il Riscaldamento Senza Emissioni.

Pompe di calore, arriva l’allarme per l’inverno: ecco di cosa si tratta

L’argomento che si lega dunque alla questione energia desta interesse ed attenzione sotto vari e diversi punti di vista, e tra questi di certo vi è anche, in generale, la questione economica e quella legata al risparmio. Proprio su questo punto, non tutti sanno delle novità in ambito tecnologia e carburante che arriva in aiuto di portafoglio ed ambiente, qui i dettagli.

Tornando invece alle pompe di calore, qui un approfondimento con pro e contro, si è dunque detto dell’allarme arrivato dall’Arse, la quale – come spiega Money.it – menziona il piano di razionamento dell’energia la cui decisione ha riguardato la Commissione UE, al fine di affrontare l’assenza di gas, inerente la questione erogazione di quest’ultimo da parte della Russia.

Nel piano in questione si prevede una riduzione dei consumi per quanto attiene le ore di picco delle giornate, per porre un limite di impiego al gas, il quale va ad alimentare le centrali elettriche. Stando all’Arse, tale decisione rischierebbe di andare a penalizzare coloro che hanno scelto di riscaldarsi proprio mediante le pompe di calore.

La riduzione in questione consentirebbe, in specifici momenti della giornata, di non tenere accessi allo stesso tempo 2elettrodomestici. E per tale motivo, in alcune fasce orarie, le pompe di calore potrebbero non funzionare, e dunque non riscaldare tante famiglie.

Da parte dell’associazione vi è stata dunque la richiesta all’Esecutivo circa la garanzia di una potenza minima a coloro che hanno scelto nella direzione dell’opzione elettrica al fine del riscaldamento, preferendole alle caldaie a gas. Ciò al fine di impedire che possano restare senza riscaldamento e acqua calda, durante i picchi.

Una situazione che potrebbe rappresentare una sorta di beffa per coloro che hanno optato per il green. Quanto deciso dalla Commissione Unione Europea, si legge su Money.it, mal si sposerebbe col progetto RePower Eu, mediante cui si ha l’intenzione di porre al bando le caldaia a gas entro l’anno 2029.

Razionamento energetico: cos’è e come funziona

La situazione del gas e il tema dell’erogazione da parte della Russia continua a destare attenzione e preoccupazione, soprattuto in ottica inverno in arrivo. Occorre organizzare un piano di razionamento dell’energia elettrica, al fine di un mino consumo di gas il quale va ad alimentare le centrali elettriche.

Una richiesta di agire in via autonoma ai cittadini non sarebbe una strada percorribile, e dunque una razionalizzazione dei consumi – viene spiegato – può avvenire coinvolgendo i contatori smart meter.

Nel dettaglio, tali sono i contatori elettrici recenti che vanno a sostituire quelli precedenti, ed in Italia sono già tantissime le famiglie che hanno fatto il passaggio ai contatori intelligente. Stime, al riguardo, dicono che sarebbero all’incirca già trentacinque milioni.

L’Unione Europeadunque, si legge, vorrà agire in termini di razionalizzazione dei consumi elettrici mediante tali contatori intelligenti che si possono manovrare da lontano. Circa il piano, la cui presentazione avverrà ai singoli governi, si vece una riduzione al mese del dieci per cento, per quanto attiene il consumo elettrico a livello nazionale. Il cinque per cento di questo, nelle ore di punta, ovverosia nella fascia che va tra le ore otto e le ore diciannove.

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Singolarmente, i governi decideranno in quali fascia della giornata impiegare la riduzione, la quale mediamente sarà di tre – quattro ore giornaliere. Così, non vi sarà la possibilità di impiegare un num maggiore di 1 elettrodomestico alla volta.