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Borsa e Mercati

Porsche, come valutare il valore in borsa di un marchio di lusso in tempi di crisi

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Il mercato delle IPO ha dovuto fare i conti con mesi difficilissimi. A causa dell’aumento dell’incertezza internazionale e il crollo delle borse molte IPO previste per il 2022 sono state rinviate e poi bloccate.

Tra queste anche l’IPO di Porsche, particolarmente attesa data la sua importanza nel settore automobilistico e l’influenza della famiglia su Volkswagen.

Stock.Adobe

Porsche entro fine settembre o inizio ottobre sbarcherà alla Borsa di Francoforte, con l’obiettivo di completare l’ipo entro la fine dell’anno. Secondo gli analisti di Banca Akros, il valore iniziale della quotazione del titolo della casa automobilistica sportiva può essere compreso tra i 60 e gli 85 miliardi di euro. Questa operazione permetterà di raccogliere nuovi capitali per l’ambizioso piano di elettrificazione del Gruppo tedesco.

I numerosi stakeholder di VW includono 12 marchi automobilistici gestiti in modo indipendente e l’importante influenza economica della famiglia Porsche. Nonostante questa sia responsabile di soli 300.000 veicoli sui 9 milioni venduti dal Gruppo Volkswagen ogni anno, Porsche rappresenta un quarto dei suoi profitti.

La notizia della prossima quotazione Porsche ha trovato grande entusiasmo e interesse dagli investitori.

Il marchio sportivo si concentra sull’eccellenza e il connubio con Volkswagen continuata nei decenni ha reso la famiglia capace di accumulare a partire dal 2005 partecipazioni sempre più importanti in VW. La famiglia Porsche Piëch, possiede oggi indirettamente oltre il 50% delle azioni con diritto di voto di VW attraverso la holding Porsche SE.

Partecipare come azionista al valore della casa automobilistica significa indirettamente fare parte anche del profitto della VW, più grande casa automobilistica al mondo. Per valutare la convenienza dell’IPO Porsche è necessario tenere conto delle variabili patrimoniali e delle prospettive di guadagno della riuscita dell’operazione.

Per quanto riguarda i bilanci Porsche punta a chiudere l’anno con un fatturato di circa 39 miliardi e un profitto intorno al 18%. Se il quadro macroeconomico non continuerà a deteriorarsi la società potrà riuscire a realizzare le sue aspettative. Considerando gli elementi di estrema turbolenza uno dei motivi per scommettere fin da subito sulle azioni di Porsche sono i suoi dividendi. La Volkswagen ha comunicato ufficialmente che a quotazione avvenuta, l’assemblea generale straordinaria darà fin da subito un dividendo speciale pari al 49% del totale dei proventi lordi derivati dal collocamento.

Lo stacco del primo dividendo dovrebbe avvenire inizio 2023 e promette una politica di remunerazione che almeno all’inizio è in grado di compensare l’avversione al rischio dell’adesione a un marchio di lusso in tempi di possibile recessione.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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