Facebook nuova arma del Fisco: L’Agenzia delle Entrate legge i post

Con la riforma prevista dal Pnrr potrebbero cambiare molte cose. Tra queste il possibile utilizzo dei post social da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ecco per quali fini potrebbero essere presi in considerazione

Post social
Fonte Adobe Stock

Una possibile riforma del Pnrr potrebbe comportare una svolta epocale per quanto concerne un’attività quotidiana ormai piuttosto diffusa. Ben presto infatti postare foto o contenuti multimediali sui social potrebbe ritorcersi contro. In particolare potrebbero essere presi di mira i post riguardanti attività di svago o che indicano comunque uno stile di vita benestante.

Un modello già applicato in Francia attraverso la legge di bilancio 2020, che in Italia sembra avere notevoli problemi di applicazione già in fase di discussione. Cerchiamo di capire a fondo a quali cambiamenti potrebbe portare e soprattutto come si svolgerebbe questa attività di “prevenzione”.

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Post social come strumento di controllo da parte del Fisco: il possibile scenario

In pratica l’Agenzia delle Entrate avrebbe il via libera a controllare e a disporre delle foto e dei video presenti sui profili social delle persone al fine di accertarne i redditi. Prima però bisogna passare per la concessione dell’autorizzazione da parte del Garante della Privacy. 

Il legislatore senza questo fondamentale passaggio non potrebbe mai seguire questo modello. Per questo allo stato attuale l’ipotesi rimane difficile da poter attuare. Tuttavia, il codice della privacy ha inserito tra le attività di rilevante interesse generale (ovvero quelle per cui  sono previste misure meno stringenti in termini di riservatezza) la prevenzione e il contrasto all’evasione fiscale

Andando nello specifico della questione, citiamo l’esempio di un post di una cena al ristorante. L’ispezione del Fisco dovrà accertare se il locale dove la persona attenzionata ha mangiato è linea con il suo reddito, il metodo di pagamento e se il ristorante abbia emesso regolare fattura versando l’Iva.

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Dunque, pubblicare le azioni della propria vita quotidiana sui social potrebbe avere delle ripercussioni su se stessi e sui gestori dei posti che si frequentano. Per questo laddove questa ipotesi dovesse prendere forma, sarà meglio ponderare quando cliccare sul tasto posta. 

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