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Prestiti sanitari, +13% nel 2025: il ceto medio spende 5.867 € per cure mediche

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Il ceto medio italiano appare sempre più indebitato: le richieste di prestiti per spese mediche salgono, le cifre medie superano i 10.400 €, e la rata gravita attorno a 194 €. Quali sono le cause e le tendenze dietro questo fenomeno?

Negli ultimi mesi, l’osservatorio congiunto di Facile.it e Prestiti.it ha fotografato una realtà che molti percepiscono: il credito al consumo non è più un’eccezione, ma un elemento strutturale della gestione finanziaria delle famiglie. Dati 2025 mostrano che la richiesta media per prestiti personali raggiunge 10.436,68 € con +2 % rispetto all’anno precedente, restituita in 63 rate, e con una rata media di 194 €. L’età media dei richiedenti è 43 anni, e il 70 % delle domande proviene da uomini. Per quanto riguarda i prestiti medici, nei primi otto mesi del 2025 il taglio medio richiesto è 5.867 €, da restituire in 53 rate, con età media di 48 anni e un’incidenza del 44 % di richieste da parte di donne.

Prestiti sanitari, +13% nel 2025: il ceto medio spende 5.867 € per cure mediche – trading.it

Le ragioni dietro queste scelte finanziarie sono variegate: la prima causa è la liquidità (32 % delle domande), seguita dall’acquisto di auto usate (17,3 %) e dal consolidamento del debito (17,2 %). Il prestito per la casa riguarda circa il 12 % delle richieste, mentre quelli per la salute salgono al 5 % del totale, rispetto al 3,5 % del 2017. Il mercato, inoltre, cresce del 13 % rispetto all’anno precedente, segno che sempre più famiglie si rivolgono al credito per affrontare spese impreviste e sanitarie. Tuttavia, con l’aumento della domanda si intensificano anche rischi come frodi e offerte non trasparenti: nel 2024 circa 894.000 italiani hanno denunciato tentativi di truffa nella ricerca di un finanziamento.

Entrare nei numeri: cosa indicano i dati

L’indagine realizzata su oltre 770.000 richieste tra settembre 2023 e agosto 2025 offre un quadro robusto del fenomeno. Le cifre medie — richiesta da 10.436,68 €, rata da 194 €, 63 rate — diventano indicatori visibili dell’indebitamento crescente. I prestiti per spese mediche, con taglio medio 5.867 €, emergono come componente in forte espansione, spinte anche dalle difficoltà delle famiglie a coprire costi sanitari non preventivati. Secondo l’osservatorio, il segmento salute è passato dal 3,5 % pre-pandemia al 5 % delle richieste totali, mostrando quanto il bisogno assistenziale incida sempre più nei bilanci domestici.

Entrare nei numeri: cosa indicano i dati – trading.it

Altri dati rivelatori: le richieste per liquidità rappresentano quasi un terzo del totale, mentre quelle per consolidare debiti o ridurre stress finanziario mostrano una mutazione nel modo di concepire il credito al consumo. La situazione peggiora nelle regioni con livelli salariali più bassi: il costo della vita, l’inflazione e il potere d’acquisto eroso spingono molte famiglie verso soluzioni finanziarie che un tempo erano marginali.

Rischi, tassi e prospettive del mercato del credito

Non è un fatto secondario che l’Italia detenga tra i tassi medi più elevati d’Europa per prestiti al consumo: secondo uno studio di Facile.it, il TAEG medio per un finanziamento da 10.000 € su 5 anni si attesta al 10,24 %, superiore alla media europea. Con tale contesto, ogni nuova richiesta di credito si porta dietro il rischio di sostenibilità a lungo termine. L’erogato di prestiti personali, secondo Assofin, è passato da 26 miliardi nel 2023 a quasi 30 miliardi nel 2024, evidenziando un’espansione significativa del settore.

Con l’aggravarsi del quadro economico (stagnazione, pressioni fiscali, variazioni dei tassi), il fenomeno dell’indebitamento del ceto medio rischia di diventare strutturale. Gli esperti suggeriscono che la via d’uscita passi dalla maggiore trasparenza delle offerte, dall’educazione finanziaria e da politiche sociali che riducano l’onere delle spese sanitarie sui bilanci familiari. Le famiglie, nel frattempo, dovranno confrontarsi con il fatto che prendere un prestito non è più un’eccezione, ma spesso una necessità per far fronte alla vita quotidiana.

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