Il prezzo della benzina ritorna a salire: altre nubi in un autunno di rincari? La risposta è inquietante

Brutte notizie per milioni di patentati che usano la macchina o la moto per recarsi al lavoro o per le più disparate attività. Infatti dopo alcune settimane di discesa il prezzo della benzina è tornato a salire. Le ultime novità.

Nel corso di questa estate milioni di italiani non hanno voluto rinunciare ai viaggi e alle vacanze tipiche del periodo, pur dovendo fare i conti con i costi aumentati per moltissimi beni e servizi.

benzina
pixabay

Anche il prezzo della benzina ha rappresentato un grattacapo, tanto che il Governo è dovuto intervenire con misure ad hoc. Infatti il ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, e il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani sottoscrissero a questo proposito un decreto interministeriale ad hoc. In esso la proroga fino al 20 settembre delle misure per ridurre o comunque frenare il prezzo finale dei carburanti.

Ma la notizia degli ultimi giorni è che dopo varie settimane di cali, il prezzo della benzina è di nuovo in ripresa, andando a collocarsi su una cifra di circa 1,76 euro al litro al self service, secondo recenti rilevazioni. Di certo non una buona notizia, ma tant’è.

Il trend del prezzo benzina è in inversione: ecco perché

La citata misura ministeriale contro i rincari del prezzo della benzina ha portato all’estensione dello sconto di 30 cent al litro per benzina, diesel, gpl e metano per autotrazione. Ancora alcune settimane di ‘copertura’ e, almeno per il momento, ciò rasserenerà in parte coloro che debbono rientrare al lavoro o chi deve ancora partire per le ferie.

Ma all’orizzonte ci sono nuovi rincari del prezzo della benzina, in concomitanza con l’avvicinarsi dell’autunno. Anzi, stanno già materializzandosi.

Secondo quanto emerge dalle informazioni in possesso dell’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico, in questi giorni è stato registrato un costo medio della benzina self service a 1,757 euro al litro, con un meno 25 centesimi rispetto a giugno. Ma ecco l’inversione di tendenza: ora la stessa benzina self service è in aumento di alcuni millesimi. Poco, ma una misura sufficiente per riflettere su quali saranno le prospettive da qui ai prossimi mesi.

E non solo. Nelle ultime ore Eni ha aumentato di 2 cent al litro il prezzo consigliato del carburante diesel, a seguito di analoghi interventi disposti da altri marchi del settore come Tamoil. Si tratta di riflessi legati all’aumento delle quotazioni di mercato della benzina e del diesel.

Ma di fatto i nuovi prezzi del carburante sono in altalena, con il diesel che riprende a superare il prezzo della benzina in relazione alle quotazioni internazionali costantemente in crescita da più di una settimana.

Un quadro dei prezzi dei carburanti: gli aumenti sono nei numeri

Per farci un’idea concreta dei prezzi guardiamo le medie dei carburanti così come rilevate dall’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico alle 8 della mattina di mercoledì 24 agosto su un riferimento pari a circa 15 mila strutture:

  • benzina self service a 1,765 euro/litro;
  • benzina servito a 1,910 euro/litro;
  • diesel self service a 1,783 euro/litro;
  • diesel servito a 1,925 euro/litro;
  • gnl 2,710 euro/kg;
  • gpl servito a 0,803 euro/litro;
  • metano servito a 2,567 euro/kg.

Insomma pare che sul fronte dei carburanti il segnale sia quello di una oggettiva crescita del prezzo del diesel, seppur fatta di rialzi contenuti, ma come visto anche la benzina torna ad aumentare. Non una buona notizia per chi ha in programma di fare le vacanze a settembre.

Non solo prezzo benzina e diesel: anche petrolio e cambio euro dollaro destano preoccupazione

Allo stesso tempo dobbiamo registrare l’aumento del prezzo del petrolio sul mercato. Ma è vero che nelle ultime settimane avevamo assistito ad una discesa del costo che, oltre a portare benefici alla pompa di benzina, aveva anche un risvolto negativo. Quale? Il collegamento tra il calo del prezzo e la possibilità di un ritorno sul mercato del petrolio proveniente dall’Iran. Ma nel quadro complessivo pesano anche i dati economici non positivi della Cina, principale compratore di greggio.

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Infine, ai rincari generalizzati dei prodotti petroliferi, si somma in questi giorni anche il crollo del cambio euro/dollaro a 0,9927. Le ragioni legate alla caduta della moneta unica rispetto alla moneta Usa sono fondamentalmente due: il pericolo di una recessione nel nostro continente, resa più probabile dal peggioramento della crisi energetica e dal protrarsi del conflitto, e l’avversione al rischio che conduce gli investitori a preferire la valuta americana come asset rifugio – determinando così la situazione di questi giorni.

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