Il prezzo del petrolio continua a salire: in arrivo la stangata

Negli ultimi sette mesi, da quando il future sul Brent Oil ha iniziato il suo trend long, i prezzi hanno continuato inesorabilmente a seguire la tendenza, arrivando ieri ai 74,5 dollari al barile, segnando il suo massimo degli ultimi due anni.

dinamiche del petrolio

Il prezzo del petrolio negli ultimi dieci giorni è cresciuto più del 6%, le cause sono molteplici, a cominciare dalla ripresa dell’economia globale agevolata dalla diffusione dei piani vaccinali, che con la sconfitta del coronavirus, potrà continuare a spingere la domanda nei prossimi mesi.

Per quale motivo il prezzo del petrolio continua a salire?

Il dato più importante per giustificare la prosecuzione della tendenza long, è la ripresa delle trattative con l’Iran iniziate ad aprile, le quali sembrano destinate a durare molto più a lungo di quanto era previsto. Sarà difficile arrivare a una conclusione delle negoziazioni, in base al quale gli Stati Uniti libereranno l’economia iraniana dalle sanzioni economiche in cambio dell’innalzamento della produzione di greggio, prima delle elezioni presidenziali iraniane che si terranno il 18 giugno, con la speranza che il nuovo capo del governo successore di Hassan Rouhani, possa avere inclinazioni più aperte al dialogo e all’intesa internazionale, tali da consentire un nuovo accordo sul nucleare.

Anche se ciò avvenisse, i tempi sarebbero comunque piuttosto lunghi. In questi termini la nuova produzione, che dovrebbe essere aumentata di almeno mezzo milione di barili al giorno, difficilmente potrà alleggerire la pressione della domanda sui prezzi del petrolio.

L’Opec Plus tende a considerare il prezzo del greggio ancora in equilibrio rispetto alle dinamiche di mercato, visto anche il crollo dei consumi avvenuta nel 2020. La stima per quest’anno è quella di una crescita della domanda che arriverà a circa sei milioni di barili al giorno.

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Qual è il sentiment degli operatori sul mercato del greggio?

L’umore degli operatori sembra tuttavia cercare di scontare la sorpresa dei nuovi massimi, accumulando ordini di vendita che vengono quotidianamente disattesi, formando una price action che negli ultimi 16 giorni ha avuto una tendenza a rialzo lineare e senza soluzione di continuità. Ogni mese i membri dell’Opec Plus si riuniscono al fine di concordare i livelli di produzione. L’ultimo incontro tenutosi a inizio giugno, non ha dato alcuna occasione agli investitori di modificare il sentiment sul lungo periodo, con il cartello che ha deciso di proseguire nella stretta produttiva, auspicata anche al fine di riuscire a recuperare i mancati introiti causati dai blocchi produttivi dovuti alla pandemia.

Nonostante a luglio la produzione aumenterà di 840 mila barili al giorno, passando dai circa 27 milioni ai 30 milioni di barili al mese, si prospetta che questi aumenti siano calcolati in previsione della contestuale crescita della domanda di energia e carburante, tali da compensarla senza influire negativamente sui prezzi. Oltre a questo, nelle ultime settimane sono continuate le discussioni concernenti la preoccupazione che l’inflazione e l’aumento generale dei prezzi, influenzati anche dall’aumento del costo delle materie prime e dell’energia, possa divenire sistemica.

L’effetto è stato amplificato dal dato sull’inflazione reale di aprile negli Stati Uniti, che ha avuto una variazione superiore dello 0,9% rispetto a quella attesa. Secondo le stime dell’Università del Michigan l’inflazione attesa dovrebbe attestarsi sul lungo periodo al 3%.

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Analisi tecnica Brent Oil 16 giugno

Dal punto di vista tecnico, il prezzo del future sul Brent Oil ha superato recentemente i suoi massimi di marzo 2021, quando ha chiuso a 69,60 dollari al barile. Attualmente i prezzi si trovano sui massimi ai 74 dollari con una tendenza che non lascia intravedere spunti operativi, mancando nell’area di prezzo attuale indicazioni tecniche favorevoli all’impostazione di obbiettivi di prezzo.

Se l’aumento del 10% della produzione si scontasse sul breve termine con la chiusura delle posizioni speculative, data la consapevolezza dell’improbabilità della prosecuzione della tendenza, è possibile un ingresso in ottica ribassista, con un ottica di medio periodo, attendendo che il petrolio chiuda sotto i 70,7 dollari, almeno fino al livello di 69,7, dal quale sono possibili delle ripartenze short, con obbiettivi di prezzo fino ai 67 dollari, tornando alla resistenza che prima degli aumenti degli ultimi giorni, aveva stabilito il prezzo massimo degli ultimi quattro mesi.

Le informazioni presenti in questo articolo non sono da intendersi come un invito all’investimento né alla speculazione.

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