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Reddito di base europeo: 640 euro al mese senza ISEE, non è più solo un sogno

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Quali sono le ultime circa il Reddito di base europeo: di cosa si tratta, come potrebbe funzionare, i criteri e cosa c’è da sapere al riguardo

È un argomento che comprensibilmente cattura l’attenzione di moltissimi, il Reddito di base europeo, la proposta di cui tanto si parla e che potrebbe rappresentare una misura davvero importante: come potrebbe funzionare, quali i meccanismi e i criteri da approfondire e quali le ultime al riguardo.

fonte foto: Adobe Stock

Si tratta di un tema dalla grande rilevanza al cui riguardo non mancano spunti, curiosità e spunti da approfondire, una misura che, secondo quanto spiegato da Trend-online.com, potrebbe garantire a tutti fino a 640 euro a prescindere dall’ISEE e dalla condizione occupazione del richiedente.

È bene sottolineare ancora una volta che gli elementi trattati fanno riferimento ad una proposta, giacché il contributo non è entrato in vigore, è appunto al momento una proposta e in quanto tale non è possibile richiederlo.

Trend-online.com spiega che si potrebbe essere vicini alla relativa introduzione del sostegno, e allargando il campo e guardando ad alcuni degli Stati Membri Ue, si può notate che vi è già stata la sperimentazione di misure simili ma allo stesso diverse, per quanto riguarda la platea dei beneficiari più ristretta, ad esempio, oppure l’orizzonte temporale coperto.

Il Reddito di base europeo permetterebbe a tutti i cittadini il beneficio di un sostegno mensile di massimo 640€, senza vincoli di tipo anagrafico, patrimoniale o reddituale, compreso ISEE. Un sostegno che avrebbe un valore davvero importante, si pensi ad esempio alla crisi economica generata dalle conseguenza della pandemia o dal conflitto scoppiato in Ucraina.

Ma ecco, di seguito, alcuni dettagli circa la proposta della misura, aspetti da conoscere maggiormente e particolari al riguardo.

Reddito di base europeo: come funziona, proposta, referendum, beneficiari, requisiti

Non manca dunque l’attenzione, l’interesse e la curiosità in merito al reddito di base europeo, argomento già approfondito qui con alcuni dettagli da sapere, e al cui riguardo può esser utile sottolineare determinati aspetti che possono non essere alla conoscenza di tutti.

Si tratta di una misura che rientrerebbe a pieno titolo, spiega Trend-online.com, nei diritti fondamentali garantiti a tutti i cittadini, non solo quelli italiani, ma ai membri dell’Unione Europea. Vengono a tal riguardo menzionate le ultime e si legge che tale misura finirebbe, qualora approvata, per riguardare all’incirca 11 milioni di nuclei familiari, i quali nel nostro Paese, si trovano in una condizione di estrema povertà.

E proprio rispetto ai numeri, bisogna dire che in Italia già il quarantanove per cento dei cittadini si è già espresso circa la richiesta dell’ottenimento del reddito di base europeo; una misura che nel dettaglio sarebbe diversa, ad esempio, dal reddito di cittadinanza oppure, ancora, dal reddito di emergenza.

Per quel che riguarda i possibili beneficiari, si legge che la misura spetterebbe a tutti, avendo un carattere per l’appunto universale; non vi sarebbero soglie di tipo anagrafico, patrimoniale e reddituale, anche rispetto a ISEE. Il sostegno riguarderebbe tutti gli esseri umani, a prescindere dalla situazione economica, familiare, età o altro tipo di categoria. A farne richiesta, viene spiegato, potrebbero essere anziani, famiglia, single, una misura che qualora arrivasse a compimento, avrebbe probabilmente un boom di richieste.

A tal proposito, ribandendo che si tratta di una proposta, vi è un referendum che è possibile firmare e il cui esito potrebbe portare alla entrata in scena della misura stessa.

L’eventuale possibilità di ottenimento di un importi sino a 640€ si legherebbe alla retribuzione media della popolazione di ognuno dei paesi membri; più alta è quest’ultima, maggiore sarebbe l’importo del Reddito spettante.

Reddito di base europeo senza ISEE: i criteri circa gli importi spettanti

Come ben sanno i più attenti, in Italia si fa riferimento all’ISEE spesso quando si intende stabile l’importo che potrebbe spettare di quota arte delle prestazioni e aiuti da parte dello Stato ai cittadini; tuttavia, come detto e come spiegato da Trend-online.com, il reddito di base europeo sarebbe completamente slegato dall’ISEE, stando a quanto si legge, e dunque la domanda riguarda come verrebbe individuata la cifra spettante ai beneficiari della misura.

Si legge che il solo parametro che andrebbe preso in considerazione sarebbe la retribuzione media del Paese UE di riferimento. Su questo, si legge, si calcolerebbe il 60% del valore corrispondente all’ammontare di Reddito di base europeo rettante. Il reddito medio per ciascun lavoratore italiano si aggira intorno ai 1000/1400€. In base a tale parametro si calcolerebbe il 60%. Il risultato sarebbe un importo corrispondente alla quota di reddito spettante.

In merito alla misura, si legge che l’intenzione dell’UE é quella di indire un referendum il quale potrebbe sfociare nell’approvazione della misura stessa, un traguardo raggiungibile con l’aiuto di tutti e attraverso una firma da parte del maggiore numero di cittadini che appartengono agli Stati membri dell’Unione Europea, ai fini di spingere quella che oggi, lo si ripete ancora una volta, è una proposta, alla sua eventuale approvazione.

Al fine di contribuire, occorre avere dei documenti, quali la carta di identità in primis, ai fini della firma della proposta; serve poi una buona connessione internet ed un dispositivo come pc, tablet, smartphone. Il soggetto interessato si collegherà al sito internet IT.ECI-UBI-EU

Andando poi su “firma ora”. Oppure potrà accedere dal sito internet promotore ufficiale dell’iniziativa in questione, TINYURL/COM-ECI-UBI-2022, dove vi sono indicazioni di vario tipo circa la proposta. Dos aver selezionato l’area euro di riferimento, si passa all’inserimento dei dati personali e del codice di sicurezza inviato, confermando il tutto con “sostieni”.

Bisogna prestare attenzione alla scadenza, giacché la finestra temporale dedicata all’accoglimento delle firme per il referendum sarà aperta sino alla data del 25 giugno 2022. Richiesto un milione di firme per raggiungere il quorum.

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