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Reddito di Cittadinanza, strano ma vero: gli Stati Uniti danno ragione all’Italia

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Agli americani va riconosciuta la capacità di dare vita in pochissimo tempo a cambiamenti di natura organizztiva, sociale o finanziaria: un vero modello da osservare per il mondo Occidentale.

Questa volta tuttavia sembra che qualcuno Oltreoceano abbia guardato con la stessa curiosità allo stato sociale italiano, prendendo spunto dalle sue politiche in merito di lotta alla povertà e al reddito minimo garantito.

Andrew Yang, quarantasettenne avvocato e imprenditore di origine asiatiche, è divenuto popolare negli Stati Uniti per aver tentato la strada delle presidenziali per il Partito Democratico nel 2020, proponendo per tutti i cittadini americani un Universal Basic Income, un reddito minimo garantito.

Il progetto, denominato 1K project, che prevede un assegno dal valore di 1000 dollari, è comunque qualcosa di molto diverso dal reddito di cittadinanza italiano, in quanto questo non avrebbe alcuna barriera di natura patrimoniale né requisiti occupazionali da rispettare, tuttavia all’interno delle sue limitazioni finanziarie l’Italia ha comunque applicato con i compromessi del caso, un’idea che pare stia prendendo forza anche tra l’opinione pubblica americana, di certo molto lontana dalla visione economica e politica di tipo assistenzialista.

Da Trump a Biden il sostegno economico che non ti aspetti

Infatti, con l’avanzare della crisi occupazionale dovuta agli effetti economici della pandemia, nel mese di marzo 2020, milioni di cittadini americani hanno ricevuto un sussidio economico, frutto degli stimoli fiscali approvati dall’amministrazione Trump. l’assegno dal valore iniziale di 1200 dollari è quanto di più vicino in assoluto al reddito di cittadinanza italiano e continua altresì ad avvicinarsi all’idea del reddito minimo garantito.

Questa politica di stimolo economico a ha permesso a molti americani di sopperire per un breve periodo alle spese quotidiane. Data la sua efficacia, l’economic empact payments check, è stato riassegnato anche sotto l’amministrazione Biden, per la terza volta il 12 marzo del 2021, con un ammontare che varia dai 1200 dollari fino ai 2400 in base alla condizione patrimoniale e famigliare degli aventi diritto, con 500 dollari addizionali per ogni figlio minore di 17 anni.

L’orientamento politico quindi non sembra essere la discriminante per garantire in modo pressoché diretto, il diritto per il momento ancora utopico, di ricevere un reddito minimo a garanzia della propria sopravvivenza finanziaria.

Il grande disagio economico di Los Angeles e San Francisco

L’esperimento continua in questi giorni a Los Angeles, dove il sindaco Eric Garcetti sta portando avanti l’attuazione di un programma che prevede l’assegnazione di un reddito minimo garantito per i residenti e le famiglie più bisognose. L’anno scorso un’iniziativa simile era già andata in porto per mezzo della fondazione da parte del primo cittadino, di un’associazione filantropica che ha raccolto e distribuito ai residenti che ne avevano i requisiti, circa 40 milioni di dollari attraverso l’utilizzo di una carta prepagata.

Questa volta il programma finanziato con 24 milioni di dollari permetterà agli abitanti della più grande città degli Stati Uniti coinvolta in questo tipo programmi, di ricevere un assegno che può variare dai mille fino ai duemila dollari. Per capire la profondità del problema, bisogna considerare che si trova a vivere in povertà o in una situazione di costante difficoltà economica, circa il 20% dei quattro milioni dei residenti della Città di Los Angeles.

Nel frattempo qualcosa di simile è stato portato avanti anche a San Francisco, con una parte dell’opinione pubblica americana, composta dalla parte più progressista e più bisognosa, formata da giovani, ispanici e afroamericani, che sembra accogliere di buon grado l’iniziativa, considerando gli squilibri esistenti tra il ceto povero e quello benestante, e spera di vedere concretizzato a livello nazionale il progetto per il reddito minimo garantito.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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