Riforma fiscale, dal catasto al cashback fiscale: cambia tutto?

Per quanto riguarda la riforma fiscale, si registra l’accordo tra i partiti di maggioranza. Le prossime tappe.

Ecco la nuova calendarizzazione per l’arrivo alla Camera dei Deputati della delega di riforma fiscale. La conferenza dei capigruppo ha stabilito la discussione per il 20 giugno. Tanti i temi sul tavolo.

riforma fiscale
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Riformare le regole del fisco per modernizzare il paese, semplificando le procedure ed abbattendo la burocrazia, ma anche introdurre regole davvero compatibili con l’attuazione di tutti gli obiettivi di cui al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il PNRR adottato a seguito degli effetti nefasti della pandemia. Questi gli obbiettivi del Governo sul fronte dei rapporti tra Agenzia delle Entrate e contribuenti e, in questi giorni – dopo mesi e mesi di dissidi e contrasti di vedute tra le formazioni politiche – ecco finalmente il compromesso, l’accordo del Governo sulle deleghe fiscali.

Insomma, potrà stupire i più ma l’intesa sulla riforma fiscale è stata raggiunta. Su temi ‘caldi’ e assai dibattuti fino a questo momento – come ad esempio la revisione dell’Irpef, il meccanismo delle detrazioni e delle deduzioni e il catasto – la maggioranza è giunta a punti comuni e condivisi. Ecco perché le ultime notizie ci dicono che le prossime mosse sono orientate a velocizzare l’iter parlamentare. L’accordo sulla riforma fiscale per la modernizzazione del Paese dovrebbe arrivare in Aula poco dopo metà giugno, il 20, onde rispettare la tabella di marcia.

Riforma fiscale: il nuovo cashback fiscale e gli sconti sulle spese sanitarie

Anzitutto è di rilievo l’intesa tra i partiti di maggioranza per quanto riguarda la creazione di un cashback fiscale che avrà oggettivi vantaggi:

  • introduzione di un meccanismo automatico di rimborso di spese in tempi più rapidi;
  • nessuna attesa della dichiarazione dei redditi per ottenere i rimborsi citati.

Le novità intendono contribuire peraltro alla lotta all’evasione fiscale e a favorire l’utilizzo di metodi tracciabili di pagamento. Sei i cittadini-contribuenti pagheranno con strumenti elettronici beni o servizi per cui è in gioco la detrazione Irpef, saranno rimborsati senza indugio o ritardo al momento dell’acquisto con piattaforme digitali ad hoc (ad es. l’App Io).

Non solo. In tema di riforma fiscale, il Governo ha trovato un punto d’incontro anche in tema delle cd. tax expenditures, ovvero quell’insieme di agevolazioni fiscali composto ad es. dalle classiche detrazioni e deduzioni d’imposta, ma anche dai crediti d’imposta e altro ancora. Infatti nell’ambito è stata concordata anche la tutela degli sconti sulle spese sanitarie e sociali.

Cosa cambia per il catasto?

Cambiamenti in arrivo anche per il catasto, ossia l’inventario di tutti i beni immobili (terreni e fabbricati) presenti sul territorio dello Stato ed appartenenti a soggetti privati e pubblici. Ebbene, per quanto riguarda la riforma del catasto, passa la linea suggerita dal Presidente del Consiglio Draghi.

In estrema sintesi, ecco lo stralcio dei riferimenti ai valori patrimoniali degli immobili da accompagnare alle rendite annuali. In verità però detti valori saranno comunque inseriti e visibili con un’altra attribuzione parallela regolata Dpr n. 138 del 1998. Questi ultimi valori saranno utili a indicare le nuove rendite e i canoni annuali senza però aver effetto sul calcolo dell’Imu e delle altre tasse di ambito immobiliare.

La logica della riforma fiscale è ovviamente quella dell’aggiornamento del catasto in base a regole improntate alla trasparenza, così come già concordato dall’Esecutivo lo scorso anno. E alla luce di quanto appena detto non sembrano all’orizzonte aumenti delle tasse, ossia un argomento che ha spaccato i partiti nei mesi scorsi e che ha creato tensioni – allungando di fatto il dibattito sulla riforma fiscale.

Appuntamento il 20 giugno alla Camera

Al momento è una intesa da ritenersi base di partenza per un dibattito che Governo e Parlamento dovranno comunque compiere, in vista dell’approvazione dei provvedimenti di attuazione.

Peraltro davvero tanti sono gli elementi che andranno ulteriormente approfonditi: pensiamo all’eliminazione della ritenuta d’acconto e all’uscita graduale dal regime forfettario, giusto per citare altri due temi clou.

Infine, non bisogna dimenticare che la riforma fiscale fa parte di un ddl delega, approvato dal Governo nello scorso mese di ottobre. Il 20 giugno alla Camera vi sarà il primo passaggio, e dopo che Montecitorio riuscirà ad approvare un testo, comincerà la fase successiva della riforma fiscale in Senato. Secondo l’attuale meccanismo, il Governo avrà in seguito 18 mesi di tempo per approvare i decreti attuativi.

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