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Economia e Finanza

Rottamazione quinquies, il confine invisibile tra debiti che si cancellano e cartelle che restano: cosa conviene davvero oggi

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Non tutte le cartelle esattoriali possono essere sanate, non tutti i debiti seguono la stessa strada. La Rottamazione-quinquies promette uno sconto importante, ma solo a precise condizioni. È molto importante il perimetro reale della misura evita errori, illusioni e domande inutili.

La Rottamazione-quinquies torna al centro dell’attenzione di contribuenti, professionisti e imprese perché offre una nuova possibilità di regolarizzare i debiti iscritti a ruolo senza sanzioni e interessi.

Rottamazione quinquies, il confine invisibile tra debiti che si cancellano e cartelle che restano: cosa conviene davvero oggi (Trading.it)

Ma il suo funzionamento non è intuitivo e soprattutto non è universale. È importante capire quali cartelle esattoriali rientrano, quali restano escluse e in quali casi conviene davvero aderire: richiede un’analisi attenta delle regole e delle risposte ufficiali fornite dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Dietro la promessa di una definizione agevolata si nasconde infatti un perimetro molto preciso, che riguarda solo alcuni carichi affidati alla riscossione, in un arco temporale definito e con caratteristiche ben delimitate.

Rottamazione-quinquies: quali cartelle possono davvero essere sanate

La Rottamazione-quinquies, introdotta dai commi 82 e seguenti della legge n. 199 del 2025, consente di regolarizzare i carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, eliminando sanzioni e interessi di mora. Il punto centrale, però, non è l’anno di affidamento ma l’origine del debito. Rientrano nella definizione agevolata solo le cartelle che nascono da controlli automatici e formali sulle dichiarazioni fiscali, quindi da verifiche meramente documentali e non da attività accertativa vera e propria. Lo stesso principio vale per i contributi previdenziali INPS, che possono essere rottamati solo se non derivano da atti di accertamento. La misura si estende anche alle sanzioni per violazioni del Codice della strada, ma esclusivamente quando l’irrogazione proviene da Prefetture o amministrazioni statali, non dagli enti locali.

La norma consente l’accesso alla Rottamazione-quinquies anche a chi ha già in corso una rateizzazione oppure ha avviato un contenzioso tributario, purché nella domanda di adesione venga indicata in modo esplicito la rinuncia al giudizio. Il legislatore, in questo modo, punta a favorire la chiusura delle pendenze pendenti, ma senza ampliare il perimetro dei debiti ammessi.

Restano invece fuori tutti i carichi che non rispettano queste condizioni. I tributi comunali e regionali, come IMU, TARI o bollo auto, non rientrano nella Rottamazione-quinquies, così come le multe stradali elevate dai Comuni, anche quando vengono riscosse tramite cartella esattoriale. Non possono essere sanati nemmeno i debiti che derivano da avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, perché l’accertamento rompe il requisito fondamentale della misura, che resta legato ai controlli automatici e formali. La stessa esclusione vale per tutte le entrate affidate alla riscossione da enti diversi dalle amministrazioni statali.

Un capitolo a parte riguarda i contribuenti che si trovano in una situazione di crisi da sovraindebitamento o di crisi d’impresa. In questi casi, i debiti iscritti a ruolo possono rientrare nella Rottamazione-quinquies se sono inseriti in procedure disciplinate dalla legge n. 3 del 2012 o dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza previsto dal d.lgs. n. 14 del 2019. Il pagamento, però, segue le modalità e le tempistiche stabilite dal decreto di omologazione, anche quando il piano prevede importi ridotti.

La nuova definizione agevolata si apre anche a chi è decaduto da precedenti rottamazioni. Chi ha perso i benefici della rottamazione-bis, della rottamazione-ter o del saldo e stralcio può accedere alla quinquies, se i debiti rispettano il perimetro previsto dalla legge. Per la rottamazione-quater, invece, la possibilità resta limitata ai casi di decadenza avvenuti entro il 30 settembre 2025. Questo dettaglio temporale fa la differenza tra chi può rientrare nel beneficio e chi resta definitivamente escluso.

Un esempio pratico chiarisce la logica della norma. Il contribuente che non ha pagato una rata scaduta prima del 30 settembre 2025 può accedere alla Rottamazione-quinquies e sanare il debito residuo secondo le nuove regole. Al contrario, chi omette il pagamento di una rata con scadenza successiva, come novembre 2025, resta escluso dalla definizione agevolata. È in questo confine, spesso poco visibile, che si gioca la reale convenienza della misura.

Angelina Tortora

Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il lettore nel disbrigo delle pratiche, dalle più semplici alle più complesse. Direttrice della testata giornalistica InformazioneOggi.it, impegnata in vari progetti editoriali e sociali. Profilo Linkedin

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