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Economia e Finanza

I settori più forti dell’economia italiana? Ce n’è uno che non ti aspetti

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L’Italia è un paese con un grande surplus manifatturiero, in grado di realizzare un’economia con eccellenze industriali in alcuni settori che riflettono la sua storia e la sua cultura.

Le eccellenze italiane si collocano ai vertici delle classifiche globali in termini di fatturato. Settori e industrie diversi, dal design all’artigianato, ma quelli in grado di rappresentare un indotto importante per l’economia sono in particolare la nautica da diporto e la moda. L’Italia nel 2018 ha registrato un surplus manifatturiero con l’estero pari circa 109,5 miliardi di dollari, con un saldo commerciale che nel settore della nautica da diporto è stato di 1,9 miliardi di dollari.

Il settore della nautica: i cantieri italiani al vertice mondiale

Nonostante il periodo di lockdown e i successivi mesi, caratterizzati da chiusure e aperture a singhiozzo abbiano fortemente condizionato il settore dei trasporti, turistico e dei beni di lusso, i cantieri nautici italiani rimangono i primi al mondo. Un primato che vale anche per la produzione di imbarcazioni come gli yacht, detenendo il 50% delle commissioni nella costruzione di queste imbarcazioni a livello globale. In ambito internazionale il settore ha registrato nel 2020 un giro di affari di quasi 25 miliardi di euro e un incremento nella produzione che è cresciuta del 8% rispetto al 2019. Nel 2020 il mercato mondiale della nautica da diporto è cresciuto tra 1 e il 2%, a fronte di un calo medio di circa un quinto della vendita dei beni di lusso.

Sono le prime evidenze che emergono rispetto la forza del settore, che nonostante i rallentamenti produttivi, condizionati dalla crisi sanitaria, è stato in grado di determinare ottime prospettive di crescita futura e di espansione del settore. Le aspettative fino al 2025 mostrano una crescita attesa tra il 5 e il 7%, che riguarderà sia il segmento delle imbarcazioni a motore che quelle a vela. Le imbarcazioni hanno visto un’espansione della domanda nel corso degli ultimi anni, con particolare richiesta proveniente dai mercati di Stati Uniti, Canada, con una quota di mercato del 45%. L’Europa rappresenta il 20% della domanda a livello globale.

La moda italiana fa da traino all’economia italiana

Se l’economia de l nostro Paese dimostra capacità tecniche e produttive apprezzate in tutto il mondo, è in particolare nella moda. Il settore ha riscosso, a partire almeno dagli anni ’70, un successo internazionale con una quota di mercato che è attualmente pari al 6,8% a livello globale.

L’export risulta condizionato anch’esso dalla recente crisi, ma se prendiamo i dati del suo valore aggregato, possiamo osservare una crescita che dal 2013 è arrivata fino a costituire nel 2019 60% del fatturato. I prodotti italiani sono sempre più apprezzati soprattutto in Cina. La crescita della classe media rappresenta un indotto la cui ricchezza sembra sempre più capace di trainare la domanda di beni, che oltre alla moda e all’alta moda, comprende le auto di lusso e i prodotti una volta di nicchia come le scarpe in pelle.

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La moda, gli e-commerce e le nuove abitudini di consumo

I mutamenti causati dalla recente crisi hanno naturalmente inciso anche sul mondo della moda. Il settore dell’abbigliamento ha dovuto fare i conti con le nuovi abitudini di consumo e le criticità rappresentate dall’uso divenuto sempre più frequente degli e-commerce. Questa crescita ha causato per molte aziende una frontiera da esplorare, modificando i canali di distribuzione tradizionali. Cambiamenti che hanno avuto ripercussioni anche sull’occupazione. Il settore dell’abbigliamento e degli accessori è stato infatti tra i più colpiti dagli effetti della crisi. Basti pensare che le vendite al dettaglio in base ai dati di aprile 2020 si sono contratti su base annua del 83%.

Il comparto della moda ha un fatturato che nel 2018 ha avuto un giro d’affari di 71,7 miliardi di euro. Sono 163 le imprese operanti in Italia che, dati 2019, hanno un fatturato superiore ai 100 milioni. Nonostante in molti casi la manodopera e le competenze nella creazione dei modelli rimangano italiane, circa il 13% di queste aziende sono sotto il controllo di società francesi. Per esempio la holding LVMH, primo gruppo al mondo per fatturato pari a 42,6 miliardi di euro, che detiene partecipazioni in numerosi marchi di moda italiani come Bulgari, Fendi, Loro Piana e Acqua di Parma.

Se consideriamo il settore nella sua interezza, comprendendo abbigliamento, pelletteria e occhialeria, i gruppi più importanti in Europa sono: Luxottica Group, Prada, Giorgio Armani, Calzedonia Holding, Max Mara, Fashion Gruop, OTB, Salvatore Ferragamo, D&G, Valentino, Moncler.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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