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Economia e Finanza

Cessione di credito e domande accettate, rifiutate o in lavorazione: arrivano 3 soluzioni dalla Commissione parlamentare

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Tra domande accettate, rifiutate o in lavorazione, è intervenuta la Commissione parlamentare d’inchiesta a fornire soluzioni cessione del credito.

Per sbloccare la cessione del credito legata al superbonus 110% è intervenuta la Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario, proponendo tre possibili soluzioni.

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Secondo una recente relazione pubblicata dalla Commissione parlamentare, la situazione relativa alla cessione dei crediti correlati al Superbonus 110% è piuttosto critica.

Al momento vi è un’eccessiva responsabilità che ricade sul soggetto che decide di acquistare il credito. Così facendo, si è innescato un meccanismo che ha finito per bloccare l’erogazione degli altri bonus edilizi. Per questo motivo, le imprese edili hanno dovuto rallentare i cantieri che erano già stati avviati e non hanno potuto avviare nuove collaborazioni.

Il risultato di questa situazione caotica è che molti contribuenti non sono riusciti ad accedere al Superbonus 110%, a causa di questo blocco dei cantieri.

Ovviamente la responsabilità non è delle ditte edilizie, bensì delle continue variazioni normative che hanno creato un clima di incertezze in merito alle regole che disciplinano la cessione del credito.

L’intervento della commissione parlamentare ha avuto lo scopo, tra le altre cose, di trovare 3 possibili soluzioni alla circolazione dei crediti.

Soluzioni cessione del credito per superbonus e gli altri bonus edilizi

In seguito alla conversione del Decreto aiuti bis in legge, è avvenuta l’approvazione di una norma che limita la responsabilità dei cessionari. In sostanza, si è evoluto tutelare chi acquista il credito, usufruendo del superbonus 110% o di altri bonus edilizi.

Tramite quest’intervento legislativo si è deciso di condividere la responsabilità relativa alla cessione del credito tra imprese e banche, che prendono i crediti dal contribuente. Inoltre, la responsabilità può ricadere sul contribuente in caso di un eventuale illegittimità del credito, solo per dolo o colpa grave.

La deroga inserita nella legge di conversione del Decreto aiuti bis vale solo per i crediti che presentano tutta la documentazione necessaria. Ci stiamo riferendo ai visti di conformità, alle asseverazioni e alle attestazioni secondo quanto stabilito dall’articolo 121 del decreto legge del 2020.

Per i crediti antecedenti, ovvero quelli che non prevedono la suddetta documentazione, la legge stabilisce che il cedente (il fornitore dei lavori) è tenuto ad acquisirla.

Le tre possibili soluzioni

La Commissione parlamentare è intervenuta suggerendo la possibilità di adottare 3 specifiche soluzioni per ovviare al problema del blocco e del rallentamento della cessione del credito Superbonus 110%.

In particolare è possibile:

  • Estendere il periodo di utilizzo dei crediti del Superbonus 110% dagli attuali 4/5 anni a 10 anni. La proroga permetterebbe alle banche di recuperare la capacità fiscale per effettuare la cessione del credito. Tuttavia, questa soluzione potrebbe peggiorare i tassi di sconto applicati dal sistema bancario ai soggetti cedenti. Si potrebbe, infatti, passare dall’attuale 9% al 18%.
  • Limitare la responsabilità solidale per le cessioni ai terzi. In questo modo si intende tutelare e incentivare i terzi ad acquistare crediti fiscali.
  • Responsabilizzare il titolare del credito fiscale, ovvero il soggetto cedente. Questa soluzione prevede la riduzione della percentuale del credito fiscale.
Floriana Vitiello

Aspirante giornalista. Si occupa della stesura di articoli per il web da oltre 5 anni. La scrittura è la sua più grande passione. Dopo diversi progetti editoriali in veste di Ghostwriter, approda su Trading.it e si dedica all’elaborazione di testi riguardanti pensioni, fisco e tasse. Impegnata in diversi progetti editoriali.

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