Stablecoin, le criptovalute che fanno paura agli istituti di credito

Il settore finanziario osserva con attenzione l’evoluzione delle criptovalute per mettere a sicuro il comparto da quelli che potrebbero essere i nuovi cigni neri.

visa criptovalute

Uno tra i mutamenti finanziari con il più grande impatto nella storia dell’economia moderna, potrebbe essere la presenza direttamente concorrenziale agli asset come le valute tradizionali Forex di quelle di recente creazione come le stablecoin.

Il Segretario del tesoro americano Janet Yellen, lunedì 19 luglio ha incontrato gli esponenti di spicco USA in tema di regolamentazione del settore bancario e di quello finanziario, al fine di discutere e trovare un’intesa comune sulla definizione e la regolamentazione per quella parte di criptovalute che viene definita stablecoin.

Stablecoin concorrenziali e pericolose per il mercato valutario e le CBDC

L’assenza di un quadro giuridico chiaro sta mettendo in discussione il ruolo centrale delle valute a corso legale come il dollaro, e allo stesso tempo il processo di sviluppo delle CBDC, le versioni digitali delle valute nazionali emesse dalle banche centrali dei rispettivi paesi. La prima nazione al mondo ad aver realizzato una valuta digitale a corso legale sono le Bahamas con il Sand Dollar creato nel 2020, che potrà essere utilizzato in sostituzione delle tradizionali banconote. Le Bahamas, pur facendo parte degli Stati Uniti, sono capaci di una relativa autonomia. Altre nazioni nel continente impegnate nella stessa iniziativa sono il Brasile e il Canada, che metteranno in circolazione la propria valuta in versione digitale entro i prossimi anni.

Il centro e il sud America sembra invece essersi portate avanti sperimentando direttamente l’adozione di una criptovaluta a corso legale, che come avvenuto 8 giugno a El Salvador e come potrà avvenire in Paraguay affiancherà la divisa nazionale al Bitcoin. Vedremo se questi paesi con un’economia relativamente debole riusciranno a trarre vantaggio dall’esperimento economico. È tuttavia sicuro che se esso avrà successo potrà facilmente contagiare con simili iniziative le economie nella regione. La diffusione e il successo di questi valori digitali potrà essere il terreno di scontro o in alternativa un’occasione redditizia, affinché gli stati mettano a disposizione dei consumatori e degli investitori il terreno legislativo adatto a permettere un’eventuale adozione di massa.

LEGGI ANCHE>>Le valute digitali sostituiranno quelle tradizionali?

Perché le stablecoin fanno paura alle istituzioni di credito tradizionali

La riunione del gruppo di lavoro sul regolamento dei mercati finanziari presieduto dal Dipartimento del Tesoro USA sta discutendo la regolamentazione delle stablecoin al fine di riuscire da mettere da parte i pregiudizi accumulati negli ultimi anni, per lasciare il posto a una considerazione più realistica e tale da conciliare la legislazione USA ai potenziali benefici derivanti dal mercato delle criptovalute, cercandone di comprendere e mitigare i rischi. Il gruppo di lavoro è composto dai capi della Federal Reserve, della SEC securities Exchange Commission e della Commodity Futures Trading Commission, nonché di importanti enti di regolamentazione bancaria. Questa tipologia di criptovaluta è infatti in grado di avere caratteristiche tali da coinvolgere il sistema bancario, pur non essendo scambiate o possedute dal comparto istituzionale.

Le stablecoin sono criptovalute il cui valore è stabilmente legato a quelli delle valute tradizionali o degli asset di cui sono rappresentative, come Dollaro USA e Euro, potendo venire scambiati o utilizzati per proteggersi dal rischio senza passare per mercati come il Forex o broker regolamentati sul circuito tradizionale. Il settore finanziario di cui le istituzioni di regolamentazione fanno le veci, sono preoccupati dal fatto che le stablecoin hanno una riserva di valore nelle valute fiat corrispondente ai volumi effettivamente scambiati sul mercato delle criptovalute. Le istituzioni di credito denunciano che la crescente dimensione dell’indotto economico delle stablecoin denominate in dollari, che ha raggiunto attualmente circa i 100 miliardi, ha creato una situazione in cui enormi quantità di valuta USA vengono depositate e scambiate senza passare per il sistema bancario statunitense, ed è tale da creare pericolosi precedenti a favore di illeciti come il riciclaggio di denaro.

LEGGI ANCHE>>Riciclaggio di denaro con i Bitcoin: possibile? È già successo

Quali sono le stablecoin più usate e quali sono i loro vantaggi?

Un esempio  sono Tether (USDT), legata al valore del dollaro, Digix Gold (DGX), legata al valore dell’oro, bitUSD e bitEUR, legate rispettivamente al valore del dollaro e dell’euro. Per assicurarsi che una stablecoin rimanga stabile viene depositata una quantità di valuta o nel caso esso sia un metallo prezioso come l’oro, di asset corrispondenti al suo valore.

La particolarità di questo asset è quello di avere entrambe le caratteristiche del denaro e dei depositi bancari senza averne i requisiti legali. I legislatori USA sono chiamati a intervenire per proteggere la stabilità del sistema monetario internazionale di cui il dollaro è parte integrante fondamentale. Le stablecoin permettono di superare le inefficienze dovute alla conversione tra gli asset digitali e le valute nazionali, con il vantaggio di non dover subire gli imprevisti dovuti alle variazioni del valore spesso repentine delle monete digitali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *