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Sterlina, mercati valutari e obbligazionari inglesi, cosa succede nel Paese?

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I politici britannici si stanno affrettando a stabilizzare i mercati valutari e obbligazionari del paese dopo che il governo ha gettato entrambi nella confusione.

La BOE ha annunciato nello stesso discorso un acquisto dei titoli di Stato a lunga scadenza per sostenerne il valore e un intervento a rialzo sui tassi di interesse.

La Banca d’Inghilterra ha scosso i mercoledì annunciando interventi finanziari che sono apparsi contradditori e che non hanno fatto bene alla credibilità del Paese. In particolare, il Tesoro del Regno Unito ha dichiarato che gli acquisti di obbligazioni a lunga scadenza sarebbero stati limitati nel tempo e completati nelle prossime due settimane; se il fine è di sostenerne le quotazioni e diminuire l’interesse cedolare, confusamente il risultato della dichiarazione successiva, relativa a un prossimo aumenti dei tassi di interesse, ha fatto però crollare la fiducia sulla solvibilità dei titoli.

Il timore dei mercati è che si verifichi un doppio scenario di un’inflazione e recessione fuori controllo. Questo ha indebolito fortemente la sterlina crollata rispetto al dollaro insieme al principale listino FTSE 100 che ha toccato il minimo degli ultimi 18 mesi. La decisione è arrivata dopo che i rendimenti delle obbligazioni a 30 anni del governo hanno raggiunto il massimo dal 2002.

Il Governo inglese vorrebbe intervenire con una politica di sostegno fiscale ma la BOJ è dell’avviso opposto

Mentre il Governo inglese vorrebbe intervenire con una politica di sostegno fiscale tagliando le tasse, la Banca d’Inghilterra suggerisce tagli alla spesa pubblica di almeno 50 miliardi di sterline all’anno. Questi sono necessari per rendere sostenibile il rapporto debito/PIL del Paese. Per sostenere l’economia e tagliare le tasse il governo deve emettere più debito per finanziare le sue spese. L’emissione di questo, in un momento in cui i tassi sulle obbligazioni sono in aumento lo rende più oneroso, innescando un circolo vizioso.

Le ipotesi paventate sono incoerenti e gli analisti di Credit Suisse hanno fatto le loro valutazioni sulla situazione britannica. La combinazione di tassi di interesse elevati, l’inflazione e il rischio di recessione, potrebbero portare tra i primi effetti un calo dei prezzi delle case fino al 15%.

Nel frattempo, l’economia reale fa già i conti, per ora solo sul breve termine, con il crollo della Sterlina. Il cambio GBP/USD è arrivato a sfiorare la parità. L’ultima volta che ciò è accaduto è stato negli anni ’80. Negli ultimi quattro decenni, la sterlina ha attraversato diverse crisi, ma nulla l’ha spinta così vicino a scendere al di sotto del livello critico della parità con il dollaro.

Nella storia ci sono state quattro diverse crisi; l’ultima di queste è stata causata dalla vincita del referendum Sulla Brexit. Questo ha innescando un crollo da un valore a cui la sterlina non è più riuscita a tornare. Ancora prima la grande recessione del 2008 cominciata con la crisi finanziaria dei mutui sub prime.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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