Se hai dubbi sul Superbonus 110%, fai riferimento alle guide delle Entrate: ecco quali sono

Il Superbonus 110% ha creato alcune problematiche di indubbio rilievo, specialmente per gli ‘addetti ai lavori’. Tuttavia, tutti coloro che sono tuttora intenzionati a saperne di più e ad avere una bussola di orientamento in materia, faranno bene a consultare le precisazioni delle Entrate.

Gli interessati ai bonus ed agevolazioni edilizie avranno sicuramente già sentito parlare di Superbonus e avranno già fatto i conti con una normativa che di certo non spicca per facilità di comprensione e coerenza di insieme.

superbonus
pixabay

Tante le problematiche emerse nel corso di questi mesi, sia di tipo tecnico sia di tipo pratico, che hanno reso necessario intervenire in più punti, per rendere il Superbonus maggiormente appetibile e attraente nei confronti dei potenziali beneficiari.

Ebbene, in questo scenario una recente circolare dell’Agenzia delle Entrate contribuisce a fare un po’ di chiarezza. Ci riferiamo alla n. 23/E, ovvero un testo che include una panoramica sugli aggiornamenti Superbonus 2022, in riferimento a chi ne beneficia, agli edifici interessati e al tipo di interventi. Ma non mancano anche considerazioni e spiegazioni sulle spese ammesse e sui meccanismi dello sconto in fattura e della cessione del credito. E proprio quest’ultima è finita nell’occhio del ciclone per una serie di problematiche emerse dal punto di vista pratico.

Vediamo allora i punti cruciali della circolare citata, in modo aver un po’ più chiaro il quadro della materia.

Superbonus 110%: l’agevolazione edilizia in sintesi

Come appena accennato, una sorta di itinerario sui temi clou del Superbonus è stato disegnato dalla circolare n. 23/E, recentemente emanata dall’Amministrazione finanziaria. E’ stato in origine il decreto Rilancio (dl n. 34/2020), nell’ambito delle misure urgenti collegate all’emergenza sanitaria da coronavirus, a introdurre la maxi detrazione (Superbonus 110%). Da non dimenticare poi lo sconto in fattura e la cessione del credito.

Detta agevolazione scatta in rapporto alle spese effettuate per la realizzazione degli interventi in materia di:

  • installazione impianti fotovoltaici;
  • installazione infrastrutture per la ricarica di mezzi elettrici negli edifici;
  • riduzione rischio sismico;
  • efficienza energetica.

Negli ultimi anni, come accennato, la normativa sul Superbonus è stata oggetto di più modifiche per effetto dei vari interventi normativi da parte dell’Esecutivo. Pensiamo ad es. al decreto n. 104 del 2020 (decreto Agosto) e alle leggi di Bilancio del 2021 e del 2022, giusto per fare qualche esempio.

Ben si comprende allora l’iniziativa dell’Agenzia delle Entrate con la sua circolare 23/E, la quale si combina con la guida pubblicata a giugno, anch’essa di interesse per colui che vuole saperne di più.

I punti toccati dalla circolare 23/E in tema di Superbonus

Per il tramite di una rete di provvedimenti, guide, FAQ e pareri pubblicati in risposta alle istanze di interpello presentate dai contribuenti alla ricerca di chiarimenti, l’Amministrazione finanziaria ha dunque aiutato a spiegare le complesse trame del Superbonus.

La circolare menzionata pone l’attenzione su questi punti:

  • le diverse tipologie dei soggetti beneficiari;
  • gli edifici interessati dagli interventi;
  • le spese ammesse all’agevolazione;
  • l’opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante e i correlati adempimenti previsti.

Tra i vari temi, le Entrate hanno affrontato anche il caso degli immobili soggetti a restrizioni o vincoli, previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. In questi casi vale l’applicazione ‘larga’ dell’agevolazione. Infatti il termine finale per effettuare le relative spese, con diritto a godere del Superbonus, corrisponde al 31 dicembre 2025.

Superbonus 2022: cosa attendersi nei prossimi mesi?

Abbiamo detto più volte che il Superbonus è una discussa misura che, nel tempo, ha subito varie integrazioni ed aggiustamenti. Vero è che nei piani del Governo, fino a qualche settimana fa, c’era anche la riconsiderazione dell’intero meccanismo di cessione, in parte già oggetto di intervento nel Decreto Aiuti dello scorso maggio.

Tuttavia il problema è concreto a va al di là delle pur utili guide e spiegazioni delle Entrate. Le misure predisposte infatti non paiono bastare a trovare una soluzione per una situazione di profonda crisi economica in cui si trovano ora le imprese edili, le quali attendono da molto tempo il versamento del credito per cui hanno maturato il diritto.

Si pensa dunque ad una riforma organica e complessiva di tutto ciò che attiene a bonus fiscali e cessione del credito. Tuttavia il tempo stringe e in Parlamento non vi sarebbero le condizioni per piani di grande respiro, almeno nel futuro immediato. Infatti, in attesa delle elezioni politiche a settembre, l’attività è limitata alla sola ordinaria amministrazione, con tutto ciò che ne consegue a livello di provvedimenti e decisioni.

Ecco perché non si possono fare stime precise sul futuro del Superbonus una volta insediato il nuovo Esecutivo, anche se forse le misure di cui alla normativa potranno restare in piedi sino alla loro effettiva scadenza. Ma ne avremo eventuale conferma solo tra un po’ di tempo.

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