Superbonus 110%, il punto: cantieri bloccati e rischi per lavori non conclusi

Tema Superbonus 110%, la situazione: cantieri bloccati e la richiesta delle banche circa nuove assicurazioni inerenti le regole. Il punto

Un tema di grande rilevanza e dalla grande importanza, quella inerente il Superbonus 110%, con la situazione che rischia di non sbloccarsi anche a seguito dei correttivi apportati dall’esecutivo col Decreto Aiuti-bis: alcuni dettagli in merito a seguire.

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Tiene banco la questione Superbonus 110%, con il tema cessione dei crediti che continua ad essere un nodo da sciogliere, al riguardo. Come viene spiegato nel relativo approfondimento da First Online. Stando ai dati ENEA, per quanto attiene al mese di luglio, a risolare terminati erano lavori per 28,2 miliardi di €. I quali corrispondono ad una spesa prevista. Per quanto riguarda lo Stato. Di 31miliardi di €. 

Il punto riguarda il fatto che le opere per cui è stato dato il via libera. Alla misura in questione. Sono in numero maggiore, con un valore che si attesta sui 39,8miliardi. Cifre che fanno salire il conto in merito alle casse pubbliche. Ad una cifra di 43,7miliardi. I lavori non terminati hanno dunque un valore maggiore di 10miliardi di €.

Per Ance Sicilia, la situazione sarebbe potenzialmente esplosiva. Dal momento che coloro che hanno cominciato i lavoro e si ritrovano con cantieri bloccati in relazione alla non possibilità di cessione del credito. Corrono il rischio da un lato di dover lasciare le opere non compiute. E dall’altro la restituzione di quanto ricevuto con in più sanzioni. Firstonline.it precisa che il 2°pericolo si lega a chi ha già ottenuto il credito, andando a beneficiare dell’anticipo dato nel momento il cui lo stato di avanzamento lavori è quantomeno al trenta percento oppure al sessanta per cento.

Superbonus 110%: il punto, la questione banche e altri dettagli al riguardo

Diversi e tanti sono gli aspetti che possono destare interesse e suscitare attenzione quando si parla di Superbonus 110%, come nel caso ad esempio del microcappotto termico: di cosa si tratta, il funzionamento e aspetti ad esso legati.

Tornando al tema in oggetto, in merito alla misura, come noto al fine di poter sbloccare la situazione, l’esecutivo mediante il Decreto Aiuti-bis ha ampliato la rete dei soggetti. Circa quelli autorizzati all’acquisto dei crediti fiscali della misura stessa. In sintesi, come spiega First Online, vi è stata l’aggiunta di un passaggio, andando a permettere alle banche la cessione dei crediti ai clienti “professionali”. Ovvero sia ad aziende e p.iva. Al di là della data in cui si è maturato il credito.

Però, nei contesti relativi ad imprese edili. E quelli legati ai professionisti, si legge che non mancano dei dubbi in merito al fatto che tale aspetto nuovo possa bastare a risolvere la situazione e il blocco di quest’ultima. Quanto fatto dall’esecutivo sarà di aiuto alle banche in merito allo smaltimento dei cumuli di crediti. I quali sono accatastati nei cassetti fiscali. Tuttavia, come viene spiegato dal Corriere della Sera, prima dell’ok a nuove operazioni, le banche chiedono maggiori assicurazioni. In merito al perimetro entro cui si possono muovere.

Altro aspetto che genera incertezze è quello che si lega alla circolare di Agenzia delle Entrate. 23/E del 23.06.2022. Secondo quest’ultima, i soggetti i quali son coinvolti nella rete delle cessione. Potrebbero venir ritenuti corresponsabili qualora vi fossero illeciti. Dopo la circolare pubblicata, spiega First Online, l’Abi ha fatto un invito circa le banche associate. A prestare la più alta prudenza in merito alla gestione del Superbonus110%.

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Vi è poi un altro punto da attenzionare. Qualora i suddetti problemi fossero superati. E qualora vi fosse uno sblocco del mercato dei crediti. Una volta ripartite le cessioni vi sarebbe il peso dell’aumento del costo dei prestiti su chi effettua i lavori. In virtù dell’aumento dei tassi, si legge. La cessione della misura in oggetto non coprirà l’intero importo. Circa il credito. Ciò vuol dire che, rispetto ad una spesa pari a cento e della cessione di un credito pari a centodieci. La cifra che si avrà dall’istituto di credito sarà minore di cento. Stando al Corriere, la media sarebbe di 97,46€.

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