Taglio assegno invalidità di 287 euro: dal 74% al 99% e per chi lavora

Taglio assegno invalidità di 287 euro al mese per chi lavora a prescindere dal reddito e diritto all’aumento per coloro che hanno un’invalidità dal 74% al 99%.

Taglio assegno invalidità di 287 euro: dal 74% al 99% e per chi lavora
Taglio assegno invalidità di 287 euro: dal 74% al 99% e per chi lavora

L’INPS con il messaggio n. 3495 del 14 ottobre 2021 ha escluso l’assegno di invalidità civile di 287 euro al mese a coloro che svolgono un’attività lavorativa. L’Anmic ha considerato la pronuncia dell’INPS come “un’ingiustizia sociale“.

Ricordiamo che l’Anmic (Associazione a tutela delle persone con disabilità) già si era pronunciata contro l’esclusione dell’aumento dell’assegno per gli invalidi civili con una percentuale dal 74% al 99%.  Il cosiddetto “incremento al milione“, infatti, è previsto solo per coloro che hanno una percentuale invalidante al 100%. Mentre sono esclusi coloro che anche percependo un assegno di invalidità civile, hanno una percentuale dal 74% al 99%.

Taglio assegno invalidità di 287 euro: dal 74% al 99% e per chi lavora

Inoltre, l’ultimo messaggio dell’INPS esclude dall’assegno mensile di 287 euro, coloro che svolgono una piccola attività lavorativa, anche precaria o parziale. L’attività lavorativa di qualsiasi genere si presenta come una causa ostativa per l’erogazione del beneficio assistenziale. E alla luce di molte sentenze, l’INPS emana la disposizione in cui non erogherà più l’assegno di invalidità civile a coloro che svolgono un’attività lavorativa a prescindere dal reddito. Assegno di invalidità civile, scioccante notizia: l’INPS lo sospenderà quasi a tutti

Possono ricevere l’assegno di invalidità coloro che hanno un’età compresa tra i 18 e i 67 anni di età e rispettano i requisiti sanitari richiesti per il beneficio. Inoltre, devono avere un reddito personale di circa 4.931,29 euro. L’assegno invalidità civile è corrisposto per tredici mensilità, per il 2021 è di 287,09 euro al mese.

Secondo l’Associazione, in questo modo si punisce chi lavora, anche se percepisce un reddito bassissimo. Secondo Nazaro Pagano, presidente nazionale di Anmic, il contenuto del messaggio INPS è illogico e iniquo, in quanto anche colui che ha un reddito basso ma non supera la soglia di reddito richiesta per il beneficio, non è destinato ad avere l’assegno di invalidità civile. Con conseguenze negative sulla possibilità dei giovani disabili di intraprendere un percorso di inclusione sociale.

In effetti, molti i ragazzi che si troveranno a fare una scelta, e la maggior parte, sceglierà l’assegno mensile rinunciando a un lavoro che offre poco a livello economico, ma che permetteva di confrontarsi con la realtà, interfacciarsi con il mondo del lavoro e sociale attraverso le persone.

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Azione comune e congiunta

L’Anmic l’azione dell’INPS un “paradosso inaccettabile” e perché dopo tredici anni che l’INPS eroga l’assegno a coloro che hanno redditi inferiore al tetto richiesto, abbia spinto ad eliminarlo. Il presidente Pagano denuncia un comportamento non lineare dell’INPS, che poteva affrontare la questione con un tavolo tecnico di confronto, tra enti e sindacati.

L’Anmic avvisa che ci saranno azioni a tutela della categoria degli invalidi civili, non tralasciando nulla, e in primis la richiesta al Governo e al Parlamento dell’approvazione di una norma interpretativa che metta fine a comportamenti illegittimi. Con il comunicato emanato dall’Anmic, l’associazione chiama a raccolta tutte le forze sociale, i sindacati e le associazionistiche, per esercitare un’azione congiunta e comune.

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