ThredUp, i consumatori preferiscono l’usato (anche per i vestiti)

Il mercato azionario mostra come il valore delle azioni di società come ThredUp stiano crescendo in maniera esponenziale. Sono cambiate le priorità dei consumatori?

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Su ThredUp gli utenti hanno la possibilità di acquistare e vendere capi di abbigliamento usati, potendo scegliere tra più di 35.000 marchi differenti.

Il CEO James Reinhart, prima che le azioni societarie iniziassero ad essere negoziate nel Nasdaq Global Select Market, aveva già sottolineato come negli ultimi tempi la vendita online di abbigliamento usato si stesse diffondendo sempre di più.

Giovedì scorso ThredUp ( che ha sede in Oakland), ha annunciato il prezzo di 14 dollari per azione, riuscendo a negoziare 12 milioni di azioni e guadagnando un totale di 168 milioni di dollari. A chiusura di contrattazioni, il valore di ciascuna azione era già giunto a 20 dollari, con un incremento del 43%.

I numeri dimostrano come il settore che si occupa di vendere abbigliamento usato online, sia in questo momento in continua crescita e anche banche importanti guidate da Goldman Sachs, Morgan Stanley e Barclays hanno deciso di puntare su questo settore.

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ThredUp: i numeri dell’usato spingono la crescita

Il mercato dell’usato vale all’incirca 28 miliardi di dollari e ThredUp prevede che entro il 2024 questa cifra aumenterà in maniera esponenziale fino a raggiungere i 64 miliardi di dollari. Difatti, a causa delle preoccupazioni legate all’ambiente e quindi con una maggiore sensibilizzazione su queste tematiche,  i consumatori sono sempre più propensi ad acquistare e utilizzare capi usati. A tutto questo si aggiunge la particolare condizione economica che ha ridotto drasticamente le possibilità di acquisto.

Nel 2020 ThredUp ha guadagnato 186 milioni di dollari, con un incremento del 14% rispetto al 2019. Sempre nel 2020, gli utenti sono aumentati del 24%, con il 77% dei venditori che operano sulla piattaforma, definiti come “abituali”.

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Chi non ha grandi possibilità di acquisto, decide di utilizzare queste piattaforme per acquistare capi di abbigliamento o calzature di seconda mano, cercando di  risparmiare il più possibile. Secondo James Reinhart siamo appena all’inizio di questa fase di recessione, per cui è evidente che le persone si spingeranno sempre più verso acquisti a basso costo e in quest’ottica si è molto fiduciosi nella crescita di ThredUp. Oltretutto, l’azienda sta cercando di stringere partnership con più operatori del settore, così da riuscire ad ampliare la propria offerta e differenziarsi in più possibile rispetto alla concorrenza.

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