Ennesimo sforzo da parte delle istituzioni, il trasporto potrà essere sfruttato gratuitamente se per ragioni sanitarie. Un bonus importante.
La fase di sperimentazione va avanti, dopo esser stata avviata a gennaio dello scorso anno. Le istituzioni procedono spedite, con l’allargamento della platea previsto a partire dal 2025. Il 31 dicembre prossimo infatti si concluderà il secondo periodo di prova e l’iniziativa dovrebbe diventare (si spera) strutturale. Di cosa parliamo? Della fruizione gratuita del servizio di trasporto per tutti i soggetti in condizioni di fragilità e, in generale, per ragioni sanitarie. Una sorta di bonus che sta facendo la differenza già da un po’ ormai.
A quanto pare da gennaio in poi verranno ampliati i requisiti e sarà estesa la fascia ISEE per distanze superiori a trentacinque chilometri. E non solo, perché l’ipotesi è di rendere accessibili i benefici anche ai nuclei familiari che riversino in situazioni economiche complicate mentre finora erano stati destinati unicamente ai singoli. Ovviamente dovranno essere rispettati dei parametri ben specifici, che sono indicati nei portali ufficiali delle amministrazioni e in quelli istituzionali. C’è ancora tempo per inviare la propria domanda.
Chi dovesse spostarsi per sottoporsi a cicli di terapie prescritti dai medici e si ritrovasse impossibilitato a farlo in autonomia per raggiungere il luogo di cura, potrà usufruire del trasporto gratuito. L’iniziativa messa in campo dalla Regione Toscana riguarda in particolare quei soggetti che presentino un ISEE fino a 9.360 euro, in questo caso senza limiti di distanza. Mentre chi presenterà un reddito compreso tra i 9.360 e i 15.000 euro annui accederà al beneficio solo se il luogo da raggiungere è lontano più di cinque chilometri dalla propria abitazione.
La fascia di richiedenti compresi nella situazione economica che va dai 15 ai 28mila euro avrà diritto a un voucher solo per distanze che superino i trentacinque chilometri. In generale potranno farne richiesta quei cittadini che vivano da soli, insieme a più persone anziane la cui età superi i settant’anni, oppure con una o più persone disabili o figli minori.
Nel 2025 si entrerà nella terza e ultima fase del progetto – che, ricordiamo, è stato avviato all’inizio del 2023 -, quella che permetterà di mettere a regime le misure, la speranza è che l’ampliamento della platea dei beneficiari possa essere confermato.
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