Un novembre ricco per molti italiani: stabilito il livello di rivalutazione delle pensioni

Tra bonus di 150 euro e rivalutazione della pensione, sarà un novembre ricco; molti italiani riceveranno una signora busta paga.

Mentre i pensionati che hanno un reddito pari o inferiore a 20.000 euro hanno usufruito del bonus una tantum del valore di 150 introdotta dal Decreto aiuti ter l’Inps aumenta dal primo gennaio le pensioni.

aumenti per pensioni d'invalidità
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Le pensioni italiane sono tra le categorie di reddito più vulnerabili agli aumenti del costo della vita. Gli anziani e le persone non in grado di lavorare non possono ovviare alla diminuzione del reddito attraverso il mercato del lavoro. È per questo che l’inps già in possesso delle informazioni reddituali dei pensionati ha annunciato le disposizioni che dal primo gennaio adegueranno le pensioni.

Secondo quanto comunicato dal ministro dell’economia si tratta di un incremento pari al 7,3%; si riferisce all’inflazione acquisita in Italia. Sebbene la cifra sia inferiore all’ultimo valore dei prezzi al consumo superiore al 10% i beni e i servizi non ne hanno ancora scontato l’incremento.

L’aumento, come previsto dalla normativa vigente, è stato calcolato sulla base della variazione percentuale misurata dall’Istat al 3 novembre 2022. L’adeguamento, per le pensioni fino a 2692,32 euro mensili anticipato sin dal mese di ottobre nella misura del 2% viene così affiancato da un ulteriore conguaglio. La pensione sarà destinata ad aumentare probabilmente per tutto l’anno anche se in termini di potere d’acquisto dovrebbe rimanere invariata.

Rivalutazione delle pensioni, non è uguale per tutti ma dipende dallo scaglione del reddito mensile

Le prestazioni interessate dalla rivalutazione annuale sono regolate in base agli scaglioni di reddito impostati in base all’importo dell’assegno mensile. Nello specifico la rivalutazione è attribuita sulla base del cosiddetto cumulo perequativo, considerando come un unico trattamento tutte le pensioni di cui il soggetto è titolare. Il contributo si applica con meccanismo progressivo a partire dagli importi pari a quattro volte il trattamento minimo.

Per proteggere il potere d’acquisto legato a più di venti milioni di pensioni il Governo ha anticipato l’adeguamento al tasso di inflazione secondo i seguenti scaglioni.

  1. Nella misura del 100% per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici fino a quattro volte il trattamento minimo INPS. Esso è pari a 524,34 euro.
  2. Scende invece leggermente la maggiorazione dell’assegno; è erogato nella misura del 90%, con una pensione tra le 4 e le 5 volte il trattamento minimo.
  3. L’aumento della pensione arriva infine al 75% dell’adeguamento secondo l’inflazione per i trattamenti pensionistici superiori a cinque volte il trattamento minimo.

In Italia si parla di riforma delle pensioni quasi ogni anno. Bisogna chiedersi se si confonde intenzionalmente l’aspettativa di vita con la capacità di reggere il peso della propria mansione a età sempre più avanzate. Questi adeguamenti al costo della vita sono sostenuti a stento da un mercato del lavoro che ha difficoltà a rinnovarsi.

Anche per questo tema delle pensioni anticipate è piuttosto caldo in queste settimane. Per il momento in vista del prossimo anno non sono state introdotte nuove formule, oltre a Opzione donna e Ape sociale. In sostanza, i lavoratori avranno accesso solo alla riforma Fornero; dovranno raggiungere 67 anni di età e il versamento di 20 anni di contributi.

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