Usufrutto, pochi sanno che è consentito toglierlo anche se il beneficiario è ancora in vita: cosa specifica la normativa.
L’usufrutto è uno strumento comunemente utilizzato, che può rivelarsi vantaggioso per entrambi le parti interessate. Da un lato, c’è il proprietario di un bene, che viene definito “nudo proprietario” e, dall’altro, l’usufruttario, ovvero colui che gode del bene in questione, solitamente per la durata della vita. Il dubbio, però, è lecito: è possibile far “decadere” tale vincolo, eliminare l’usufrutto anche se il beneficiario è ancora in vita? Ecco cosa dice, a riguardo, la normativa.
I motivi per il quale proprietario e usufruttario decidono di ricorrere a tale strumento possono essere molteplici. Si tratta di un vincolo comune anche all’interno di una famiglia, ma che, come sappiamo, è ben vincolato da una serie di leggi apposite a tutela dell’uno e dell’altro interessato. Cerchiamo di chiarire, allora, quando è possibile far “decadere” l’usufrutto nonostante l’intestatario sia ancora in vita.
Partiamo dal presupposto che l’usufrutto può essere di due tipologie: a vita natural durante, ovvero fino alla morte del beneficiario, o a termine, ovvero vincolato ad un periodo di tempo preciso. Pochi sanno, però, che anche nel primo caso, laddove si verifichino alcune condizioni precise, è possibile “eliminare” in modo anticipato tale vincolo, nonostante l’interessato sia ancora in vita. Quali sono questi casi?
In primo luogo, abbiamo la rinuncia dell’usufruttario. Ovvero quando questi decide, liberamente, di non esercitare più il suo diritto sul bene in questione. La rinuncia in tal senso, che non necessita dell’approvazione del nudo proprietario, dev’essere comunicata formalmente con un atto scritto.
Il secondo caso da tenere in considerazione è quello della prescrizione dell’usufrutto. Cosa significa? Laddove l’usufruttario non eserciti il proprio diritto sul bene in questione per vent’anni consecutivi, il nudo proprietario può invocare la prescrizione. E, dunque, chiedere che l’usufrutto venga estinto.
Infine, uno dei casi meno noti da tenere in considerazione è quello relativo a comportamenti illegittimi dell’usufruttario. Tra questi possono rientrare il deterioramento del bene, la mancata manutenzione ordinaria, la modifica di destinazione economica dall’originaria del bene. Affinché, tuttavia, tali abusi vengano riconosciuti come validi, devono essere ripetuti nel tempo o causare un danno importante o di difficile risoluzione per colui che è il nudo proprietario. Questo dovrà, dunque, dimostrare tali condizioni per richiedere e, quindi, sperare di ottenere l’estinzione del vincolo.
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