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La vecchia lira e i suoi tesori: chi l’ha trovata si è arricchito di colpo

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Monete che hanno segnato un’epoca, che hanno attirati migliaia e migliaia di collezionisti, fatto nascere in loro la passione per la collezione.

Esemplari unici non tanto in quanto a disponibilità di pezzi ancora sul mercato, ma per quel che riguarda lo stile, l’immagine, il fascino. Monete che hanno letteralmente fatto la storia del nostro paese che possono immediatamente essere associate proprio a quel determinato contesto geografico, storico, sociale. L’Italia, insomma, rivista attraverso le sue monete. Un viaggio emozionante ed unico nel suo genere.

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Alcune monete semplicemente raccontano del paese che di fatto ha dato loro vita. Attraverso el immagini proposte, le rappresentazioni, il percorso in qualche modo storico sociale, perchè è chiaro che anche l’impatto che queste hanno sulla popolazione vanno a determinarne in un certo senso quella che è l’immagine stessa dell’esemplare in questione. Il secolo scorso attraverso le sue vicende, le dinamiche che hanno trasformato il nostro paese anno dopo anno hanno avuto in alcune monete testimoni silenziosi più che mai rappresentativi. I collezionisti attenti a certe logiche ne seguono di continuo le evoluzioni.

Attualmente il web riesce a fornire una mole di informazioni rispetto a storia, caratteristiche e valutazioni delle monete e non solo, impensabile fino a qualche decennio fa. I collezionisti di ogni parte del mondo, oggi, sanno bene su quale esemplare puntare e perchè. Sotto questo punto di vista, la vecchia lira riesce a proporre di continuo nuovi spunti, monete che in qualche modo hanno saputo acquisire valore spesso anche solo per il ruolo ricoperto, per la collocazione temporale, per l’anno di conio insomma e non solo. Le logiche che portano una moneta ad acquisire valore, lo abbiamo visto spesso, possono riguardare anche fattori inattesi, come ad esempio eventuali errori di conio.

La vecchia lira ed i suoi tesori: i preziosi dettagli della vecchia 5 lire

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Una monete che ha scandito il quotidiano anno dopo anno. Dal secondo dopoguerra in poi fortemente ridimensionata per quel che riguarda il potere d’acquisto ma non per questo messa definitivamente da parte. Il declino è stato certo inesorabile fino all’arrivo dell’euro, ma non per questo gli italiani hanno dimenticato l’immagine ed il fascino della vecchia 5 lire. Due le versioni che dal dopoguerra in poi hanno letteralmente caratterizzato il percorso di questa moneta, che per un lungo periodo è stata anche non più coniata. Esemplari che ancora oggi dettano legge sul mercato dei collezionisti, sul web, attraverso le classiche aste e non solo.

Monete, i nuovi esemplari che infiammano il 2022: collezionisti in attesa

Dal dopoguerra in poi, si diceva, precisamente dal 1946 la moneta da 5 lire non è più realizzata in argento e ciò ha contribuito chiaramente a far perdere alla moneta stessa quel peso specifico importante nel quotidiano degli italiani. Due le tipologie di moneta coniate in quegli anni: la moneta definita “Uva” e quella definita “Delfino”. Nel primo caso parliamo di una produzione che va dal 1946 al 1950, nel secondo invece si va dal 1951 al 2001. In entrambi i casi a caratterizzare anche la particolare denominazione ci pensano le immagini riportate su uno dei due lati delle monete. Un grappolo d’uva in un caso ed un delfino in un altro.

Per quel che riguarda la versione “Uva” ci troviamo di fronte ad un esemplare che oggi vanta una valutazione che oscilla tra i 150 ed i 1200 euro. Chiaramente il tutto è determinato dalle condizioni di  conservazione della moneta stessa. Nel caso poi della 5 lire “Delfino” parliamo di una valutazione ben diversa. Vendibile oggi ad un prezzo che va dai 50 ai 150 uro. In alcuni casi però, le condizioni di conservazione e formule di vendita particolari, come ad esempio l’asta, hanno portato la moneta in questione ad essere venduta anche per 3500 euro.

Pezzi di storia italiana insomma, pezzi di tempo venduti ancora oggi al miglior offerente a cifre incredibilmente alte, assolutamente inimmaginabili soltanto pochi anni fa. La lira, la vecchia lira ed il suo indiscusso fascino, la sua importanza il suo legame indissolubile con l’Italia.

Paolo Marsico

Giornalista pubblicista dal 2012 con numerose collaborazioni alle spalle tra carta stampata e web. Appassionato di scrittura e tra le altre cose di cinema, calcio e teatro. Autore racconti brevi, poesie e testi per il teatro.

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