L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale introduce modifiche radicali sulle visite fiscali per malattia, per contrastare l’assenteismo sul territorio nazionale, uniformando le regole della certificazione medica.
Nessuna distinzione separerà più i dipendenti pubblici da quelli privati, mentre i medici ispettori avranno poteri potenziati per intensificare le verifiche domiciliari. Chi dimentica le scadenze e i doveri di comunicazione rischia pesanti sanzioni sullo stipendio.

Le recenti disposizioni normative modificano profondamente l’organizzazione dei controlli medici per i lavoratori in malattia. Il fenomeno dell’assenteismo e la crescita costante dei certificati medici spingono le istituzioni a un intervento strutturale per garantire un sistema più efficiente e stringente. Se fino a ieri esistevano regole differenti a seconda del settore di impiego, da quest’anno assistiamo a una totale unificazione che impatta direttamente sulla vita quotidiana e professionale di milioni di cittadini in Italia.
Il timore di subire sanzioni o di incorrere in una assenza ingiustificata genera molti interrogativi sulla gestione corretta dei giorni di riposo medico. Diventa fondamentale comprendere l’esatto funzionamento dell’invio telematico, i compiti del medico curante e le modalità con cui l’Inps intende monitorare la salute dei dipendenti, evitando passi falsi che potrebbero compromettere la retribuzione mensile.
Visite Fiscali Inps: svelate le nuove fasce orarie e i casi pratici per non perdere lo stipendio
L’Inps attiva una strategia di contrasto all’assenteismo attraverso l’aggiornamento delle regole e il potenziamento dei medici ispettori, mossi dall’esigenza di monitorare un trend in costante aumento sul fronte delle assenze per motivi di salute.
Una delle variazioni di maggiore impatto cancella definitivamente le asimmetrie storiche tra l’impiego statale e il comparto privato, definendo finestre di reperibilità identiche per l’intera platea dei lavoratori.
Le nuove finestre di reperibilità per tutti i dipendenti
I lavoratori devono farsi trovare presso l’indirizzo comunicato all’istituto previdenziale all’interno di fasce orarie precise, che valgono senza alcuna distinzione di settore. Le fasce orarie si articolano in questo modo:
- dalle 10 alle 12;
- dalle 17 alle 19.
Le verifiche domiciliari non conoscono pause di calendario. I medici ispettori possono effettuare gli accertamenti in qualsiasi giorno della settimana, compresi i weekend e i giorni festivi. Inoltre, l’ordinamento prevede la possibilità che i controlli si ripetano più volte all’interno del medesimo periodo di prognosi indicato dal medico.
Obblighi per il lavoratore e per il medico curante: le procedure corrette
Per evitare la contestazione di assenza ingiustificata, le parti coinvolte devono muoversi tempestivamente secondo scadenze temporali rigide:
- il medico curante deve inviare il cerificato telematico all’Inps entro 24 ore dall’inizio dello stato di malattia;
- il lavoratore deve comunicare al proprio datore di lavoro il numero di protocollo della certificazione entro 48 ore dall’inizio dell’assenza.
La reperibilità all’indirizzo registrato costituisce un dovere assoluto per il dipendente. L’allontanamento da casa risulta consentito soltanto in presenza di spostamenti giustificati e opportunamente documentati alle autorità competenti.
Cosa succede in caso di violazione delle regole
La mancata reperibilità durante le nuove fasce orarie, o il mancato rispetto delle procedure di comunicazione del protocollo medico, espone il dipendente a sanzioni disciplinari ed economiche immediate. La severità dei controlli riflette la precisa volontà dell’Inps di intensificare le verifiche sul territorio, penalizzando i comportamenti scorretti e assicurando la massima trasparenza nella gestione del welfare pubblico.