Vittima di mobbing: ecco come dimostrare di aver subito abusi sul lavoro

Essere vittima di mobbing significa essere isolato socialmente sul luogo di lavoro. Il mobbing è un fenomeno subdolo che è stato affrontato diverse volte negli ultimi decenni.

Se una persona sul luogo di lavoro viene isolato socialmente e subisce comportamenti lesivi, molto probabilmente è vittima di mobbing. Esistono alcuni elementi indispensabili che permettono di individuare il fenomeno del mobbing.

Vittima di mobbing: ecco come dimostrare di aver subito mobbing sul lavoro

Per dimostrare di essere vittima di mobbing, è necessario che il lavoratore abbia subito reiterati comportamenti lesivi. Questi possono essere perpetuati del datore di lavoro, da un superiore o da un collega con lo scopo di generare un disagio nella vittima.

Negli ultimi decenni c’è stata una significativa espansione del fenomeno del mobbing. Per questo motivo, sono aumentate le tutele nei confronti dei lavoratori che dimostrano di essere vittime di un comportamento dannoso nei loro confronti.

Si tratta di un fenomeno di tipo patologico, particolarmente diffuso sui luoghi di lavoro malsani.

Il mobbing è un comportamento illecito che può verificarsi in diversi ambiti, anche se quello lavorativo è il contesto in cui ti manifesta con maggiore frequenza.

Vittima di mobbing: di cosa si tratta

Il mobbing è un fenomeno che si manifesta in maniera subdola attraverso l’isolamento sociale della vittima. Da un punto di vista giuridico, per dimostrare di essere vittima di mobbing è necessario che sussistano una serie di elementi di carattere oggettivo e soggettivo.

Gli elementi oggettivi riguardano la manifestazione di comportamenti volti a ledere il soggetto che li subisce. Devono essere perpetuati con ripetitività e sistematicità da parte di una persona, che può essere il datore di lavoro, il superiore o il collega.

Per quanto, invece, riguarda gli elementi soggettivi questi fanno principalmente riferimento allo scopo persecutorio dei comportamenti lesivi. Ci stiamo riferendo alla volontà da parte del soggetto che effettua mobbing a nuocere e discriminare il lavoratore.

Infine, non può mancare il nesso di casualità. In sostanza, affinché il comportamento illecito sia giuridicamente rilevante, è necessario che il lavoratore riesca a dimostrare che i comportamenti lesivi nei tuoi confronti siano il frutto di una premeditazione.

Come provare il mobbing

Per dimostrare di essere vittima di mobbing sul luogo di lavoro e ottenere un risarcimento dei danni, è necessario che il lavoratore provi che i comportamenti lesivi, adottati da uno o più soggetti nei tuoi confronti, fossero mossi da premeditazione.

In sostanza, occorre che le azioni subite siano intenzionalmente finalizzate alla “mobbizzazione” del lavoratore, ovvero all’emarginazione sociale sul luogo di lavoro.

Il trattamento di mobbing deve essere di tipo persecutorio, pertanto la violenza psicologica deve essere reiterata per un lasso di tempo che non può essere inferiore a 6 mesi.

Inoltre, è necessario che il comportamento lesivo del mobber si ripercuota sulla salute psico-fisica e sulla dignità del lavoratore. In queste circostanze, egli potrebbe andare incontro a patologie come depressione o istinti autolesionisti.

È compito dei lavoratori mobbizzati dimostrare che le azioni ostili avessero natura persecutoria e premeditata.

Sulla vittima di mobbing grava l’onere della prova. Di fatto è compito suo dimostrare di aver subito un danno che può essere di natura fisica, psicologica e patrimoniale.

Inoltre, è compito del lavoratore mobbizzato dimostrare che le azioni lesive hanno agito negativamente sulla sua integrità psico-fisica.

Il reato di mobbing

Il nostro ordinamento non contempla il reato di mobbing, come fattispecie autonoma. Tuttavia lo include in diversi contesti come i maltrattamenti di familiari e conviventi, la violenza privata, le lesioni personali, la violenza sessuale, l’abuso d’ufficio e le minacce.

Il lavoratore dipendente che subisce il reato di mobbing ha la possibilità di rivolgersi ai sindacati o alle associazioni di categoria, per confrontarsi su quanto gli sta accadendo. Tuttavia, deve rivolgersi alle forze dell’ordine per poter presentare una denuncia e avviare le indagini sul luogo di lavoro.

Purtroppo, esistono ancora troppi casi di vittime di mobbing che preferiscono non denunciare l’abuso subito sul luogo di lavoro, per paura di perdere il posto di lavoro.

Va ricordato che il dipendente, vittima di mobbing, ha diritto ad un risarcimento di danni nel caso in cui venisse dimostrato l’utilizzo di pratiche lesive sul luogo di lavoro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *