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Bancomat, impossibile prelevare soldi: le difficoltà per i cittadini aumentano

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Situazione surreale in molti luoghi. Il bancomat quasi scompare. Cittadini sempre più in difficoltà da troppo tempo.

Bancomat (Adobe)

Situazione bancomat sempre più particolare nel nostro paese ma non solo. Sempre di più si riduce il numero di sportelli a disposizione dei cittadini per prelievi o altri generi di operazioni. Situazione sempre più delicata considerando il fatto che ormai gli sportelli bancomat sono entrati sempre con maggiore forza nella nostra vita quotidiana. Non averne a disposizione nelle immediate vicinanze potrebbe causare non poche difficoltà in alcuni casi, ed è quello che sta praticamente succedendo.

Negli ultimi quattro anni, ci dice un rapporto di Bankitalia il numero dei bancomat su tutto il territorio italiano è diminuito dal 2016 al 2020 del 6.9%. A ridursi non è soltanto il numero dei bancomat ma delle stesse filiali, calato del 19,1%. Numerosissimi a tal proposito sono i piccoli comuni, ma anche i grossi quartieri che non dispongono di uno sportello bancomat. Situazioni al limite se si considera quanto una situazione del genere possa pesare sulla vita di tutti i giorni dei cittadini, del tutto abbandonati in questo senso.

Bancomat, la situazione si fa preoccupante: il caso Umbria

Uno dei casi più emblematici dell’intero paese riguarda l’Umbria. La regione notoriamente con il più alto tasso di anziani nel nostro paese che purtroppo si afferma anche quella con maggiori difficoltà nella gestione degli stessi sportelli bancomat. Il sindacato Fabi Umbria ha preso duramente posizione sul caso di Nocera Umbria dove il solo bancomat presente costringe i cittadini in caso di guasto a percorrere 30 km per trovare il primo disponibile, a Foligno.

LEGGI ANCHE >>> Prelievo bancomat, i limiti quotidiani e mensili: come ci controlla il Fisco

Cinque anni fa, in Umbria, si contavano 730 bancomat, ossia il 20% circa in più rispetto a oggi. E le filiali sono diminuite ancora di più – ha dichiarato  il segretario regionale della Fabi, Enrico Simonetti, a Repubblicaquale danno subisce la comunità di un piccolo paese che vede chiudere l’unica istituzione bancaria nel raggio di decine di chilometri e vede dissolversi rapporti professionali e umani? Chi occuperà il vuoto? Riteniamo che non si possa solo ragionare in termini di redditività, ma che debba esserci una responsabilità sociale verso i territori

La questione per la verità riguarda tantissime località del nostro paese, per la verità quasi tutte. Per questioni legate ad una diversa logica di concezione della stessa filiale bancaria si andrà sempre di più verso la scomparsa di quest’ultime che al limite resteranno luoghi i consulenza. Inoltre le tante spese derivanti dalla gestione di tali strutture spingono a sempre più rilevanti tagli nel settore. La dinamica porterà ad una presenza sempre meno folta di sportelli bancomat e probabilmente ad un utilizzo sempre più integrale, per cosi dire, della stessa tessera bancomat. Il futuro potrebbe essere questo.

Paolo Marsico

Giornalista pubblicista dal 2012 con numerose collaborazioni alle spalle tra carta stampata e web. Appassionato di scrittura e tra le altre cose di cinema, calcio e teatro. Autore racconti brevi, poesie e testi per il teatro.

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