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Bonus acqua potabile, 1000 motivi per festeggiare: il risparmio è reale

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Il bonus Acqua Potabile consiste in una detrazione del 50% delle spese sostenute per l’acquisto di sistemi utili a razionalizzare il consumo di acqua. Ecco come ottenerlo.

Se scegli di acquistare un sistema di filtraggio, di mineralizzazione o di depurazione delle acque potabili per le utenze domestiche puoi richiedere il Bonus Acqua Potabile. Vediamo in cosa consiste e quali vantaggi offre.

Il bonus acqua potabile è un’agevolazione fiscale contenuta nella Legge di Bilancio 2021 che consente ai privati cittadini di vedersi rimborsare nella misura massima di 500 euro le spese sostenute per l’acquisto di sistemi come gasatori, filtri e depuratori, utili per migliorare la qualità dell’acqua potabile e per razionalizzarla evitando gli sprechi ma anche per abbattere sensibilmente l’utilizzo di bottiglie e contenitori in plastica. La detrazione finanziaria che i cittadini possono ottenere è pari al 50% della spesa effettuata.

Le domande per avere diritto al benefit vanno inoltrate in un periodo di tempo compreso tra l’1 e il 28 febbraio e devono fare riferimento ad acquisti sostenuti nell’arco dell’anno precedente. Pertanto chi acquista e installa questi sistemi idrici nel corso del 2022 potrà ottenere l’agevolazione presentandone richiesta nel mese di febbraio 2023. In questo articolo vediamo quali sono i requisiti necessari per accedere al bonus acqua potabile, come effettuare la domanda e tutte le informazioni utili per usufruire di questo aiuto economico.

Bonus Acqua Potabile: come funziona

Il bonus acqua potabile è uno dei tanti incentivi promossi dal Ministero della Transizione Ecologica per ridurre il consumo di acqua e promuovere la sostenibilità ambientale nell’ottica di un più attento uso delle risorse naturali. Si può beneficiare del bonus installando presso gli erogatori domestici un impianto di filtraggio, di mineralizzazione o per l’addizione di anidride carbonica alimentare o il raffreddamento. In questo modo l’acqua che sgorga dai rubinetti di casa migliora la sua qualità e si può bere tranquillamente.

L’incentivo di tale benefit indirizzato ai cittadini si propone come obbiettivo non soltanto quello di rendere migliore la qualità dell’acqua potabile ma anche quello di invogliare le persone a bere l’acqua del rubinetto limitando e riducendo così l’utilizzo di acqua in bottiglia, specialmente quella contenuta nella plastica. Se tutto questo funzionerà lo scopriremo grazie ad Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, che si occuperà proprio di controllare quanto si riduce l’uso di plastica in questo settore.

Chi può richiedere il bonus acqua potabile

Il bonus acqua potabile può essere richiesto dalle persone fisiche, dalle imprese e dagli enti non commerciali, inclusi quelli del terzo settore e quelli religiosi purché riconosciuti. I cittadini possono beneficiare del credito di imposta del 50% per spese che arrivano ad un massimo di 1000 euro. Per i titolari di partita Iva, gli enti non commerciali, quelli religiosi e quelli appartenenti al terzo settore il credito sale ad un massimo di 5000 euro per ogni immobile nel quale si è installato un sistema idrico di nuova generazione.

Non bisogna dimenticare però che esiste un tetto massimo di spesa fissato dal governo, che consiste in 5 milioni di euro all’anno, cifra che rimane invariata per i prossimi tre anni. Ciò significa che in base alle domande che verranno inoltrate non è esclusa la possibilità che il bonus non raggiunga il 50% della spesa. In pratica questo accade se le domande pervenute sono tantissime e si traduce in un rimborso inferiore per ogni soggetto.

Come inoltrare la domanda per ottenere il Bonus Acqua Potabile

La domanda relativa al bonus deve essere inoltrata all’Agenzia delle Entrate attraverso l’area riservata della piattaforma online oppure utilizzando i canali telematici dell’ente. Non si tratta di un iter complicato e può essere intrapreso sia dal beneficiario del bonus sia da un intermediario. La comunicazione consiste nel documentare all’Agenzia delle Entrate le spese sostenute per l’acquisto del sistema idrico. Occorre allegare la fattura elettronica o un altro documento fiscale, il codice fiscale del richiedente e il totale della spesa nell’apposito modulo di domanda. Per facilitare le cose si può consultare la guida dedicata contenete tutte le specifiche tecniche.

Una volta inoltrata la richiesta la domanda verrà presa in carico dall’ente che entro 10 gironi provvederà ad inviare un avviso di aver ricevuto la comunicazione. Nel caso si facessero errori di compilazione e si volessero correggere alcuni dati è possibile farlo entro il 28 febbraio dell’anno seguente a quello in cui si sono effettuate le spese. Per quanto riguarda i metodi di pagamento utilizzabili per l’acquisto di un sistema idrico sono ammessi tutti quelli tracciabili, ovvero bonifici postali e bancari, carte di credito ma non l’uso dei contanti.

La differenza tra privati cittadini ed esercenti

Questo vale non solo per gli esercenti ma anche per i privati cittadini. I primi possono usare il bonus in compensazione con l’F24 mentre i cittadini vedranno le detrazioni nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui hanno sostenuto la spesa o in quelli seguenti. Una persona può anche installare un sistema di filtraggio in due immobili diversi ed ottenere l’accesso al bonus, visto che è cumulabile. Stessa cosa per le imprese purché in entrambi i casi si rispetti il limite di spesa che ricordiamo si attesta sui 1000 euro per le persone fisiche e sui 5000 euro per le attività commerciali. Infine possono beneficiare del bonus sia i proprietari degli immobili che i locatori o gli affittuari.

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