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Bonus Alzheimer: vale quasi 2000 euro al mese, ma la diagnosi ci deve essere

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È stata la Cassazione con l’ordinanza 26943 a parlare di “inscindibilità”, come funziona il bonus Alzheimer.

L’ordinanza della Cassazione emanata il 17 ottobre 2024 pare proprio non aver dubbi sulla gestione del caso. La ratio della decisione è quella di tutelare le fragilità, in questo caso specifico si fa fronte a quella categoria di persone che vive una condizione di difficoltà nella quotidianità a causa della malattia, e che di conseguenza merita il miglior trattamento possibile al fine di mantenere una qualità di vita adeguata.

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Entra in gioco l’analisi dei costi RSA per i malati di Alzheimer e come verrà gestito il Bonus.

L’ordinanza n. 26943 sancisce il principio che gestisce la questione. Si tratta del fatto che le prestazioni socio-assistenziali collegate a quella sanitarie devono essere legate al SSN, cioè Sistema Sanitario Nazionale.

Ciò vuol dire che la Cassazione conferma la copertura da parte del SSN per le suddette prestazioni. Un orientamento di Welfare molto importante per chi ne è affetto, ma anche per le famiglie che hanno a carico queste persone. L’assistenza non è un optional, ma è parte integrante della funziona sanitaria.

È stato il principio dell’inscindibilità a determinare ciò. La Giurisprudenza è stata supportata dalla Cassazione nella dichiarazione n. 33394 del 19 dicembre 2024 e dalla stessa Corte d’Appello di Milano alla sentenza n. 1644 dell’11 luglio 2025, la quale ha applicato il suddetto principio.

Cosa significa?

Come funziona il Bonus Alzheimer, indicazioni dalla Cassazione

Vuol dire che nel caso in cui l’assistenza sia necessaria al fine di garantire un servizio sanitario continuo non è distinguibile dalla cura medica, questa acquisisce natura sanitaria e di conseguenza è gratuita per il cittadino! Cosa paga la famiglia?

Come funziona il Bonus Alzheimer, indicazioni dalla Cassazione- Trading.it

Delineato cosa ha a carico il SSN, adesso bisogna analizzare cosa accade nel concreto alle famiglie.

Succede che se un malato di Alzheimer o di demenza grave ha bisogno di cure sanitarie integrate con l’assistenza quotidiana in una RSA, tutta la retta è a carico del Sistema Sanitario Nazionale. In poche parole, la famiglia del malato non ha oneri da sostenere!

La posizione giuridica è la seguente, si mostra compatta e uniformemente applicata, e ciò ha un impatto economico importante per le famiglie. Considerando che la retta media di una RSA è intorno ai 2 mila euro al mese, se tutte le RSA fossero così a carico dello Stato, il costo annuale in Italia sarebbe maggiore a 10 miliardi di euro.

Per quanto concerne l’assistenza di matrice sociale, quindi non legata a cure mediche, può essere a carico dell’utente o del Comune. In sostanza, la giurisprudenza italiana più recente, conferma che davanti la necessità di cure sanitarie integrate con assistenza quotidiana per malati di Alzheimer, la retta della RSA è del tutto coperta dal SSN, sollevandone le famiglie.

Fabiana Donato

Redattrice classe '96 nata sotto il segno dei pesci, ma con la grinta di un ariete che passa le giornate tra la kick boxing e la scrittura. Amante di film, anime, libri e manga, ed interessata a tutti ciò che anima il mondo. Laureata in scienze politiche e storia, insegnante a tempo perso, con l'obiettivo di pubblicare le sue storie.

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