Bonus stufe a pellet: cos’è, come funziona e in quali casi si può avere

Cos’è e come funziona il cosiddetto Bonus stufe a pellet, da chi può essere chiesto e in quali casi: alcuni dettagli al riguardo di seguito

Di cosa si parla quando si fa riferimento al Bonus stufe a pellet? Più che di un bonus si tratta di una detrazione da applicare quando si compie un acquisto e quando viene messa in opera una nuova stufa, pellet o legna, o sua sostituzione: può esser chiesta da chi effettua ristrutturazioni edilizie all’interno del cd bonus casa. Di seguito i dettagli.

Bonus stufe a pellet: cos'è, come funziona e in quali casi si può avere
fonte foto:adobestock

Si tratta di una misura che può esser richiesta da chi ha già avuto l’agevolazione circa la ristrutturazione e riqualificazione di un immobile. A spiegarlo è Informazioneoggi.it che chiarisce che si tratta di una detrazione Irpef da applicare sul costo complessivo di acquisto e montaggio.

Nello specifico, viene spiegato che vi sono 2 modalità circa la fruizione del suddetto bonus, e dunque in relazione alla richiesta di detrazione sulle spese complessive come detto di acquisto e montaggio. Anzitutto lo si può richiedere all’interno dell’Ecobonus. Questo, si legge, permetterebbe detrazioni Irpef tra il 50 e l’85%; la medesima detrazione spetterebbe perché si è deciso di sostituire un impatto vecchio con uno più moderno e sostenibile.

Bonus stufe a pellet: incentivo, detrazioni, alcuni dettagli e come inoltrare domanda

Tanti gli elementi di interesse quando si parla di bonus, come luce e gas automatico, cosa c’è da sapere, isee e tutti gli aspetti da conoscere al riguardo.

Rispetto al tema in oggetto, come spiegato da Informazioneoggi.it, per acquisto e montaggio di un impianto di riscaldamento che avviene in una casa indipendente, la detrazione che spetterebbe sarebbe del 50% sulla spesa complessiva e non maggiore di €30 mila. Dunque, acquisto più il montaggio. Per quanto riguarda i condomini, la detrazione sarebbe tra il settanta e il settantacinque per cento se la spesa massima fosse di 40mila€. Questa spesa andrà poi moltiplicata, si legge, per ciascuna unità immobiliare.

Tra l’80 e l’85% qualora fosse maggiore di 136mila da moltiplicare per ciascun appartamento presente. In tal caso, vanno inseriti anche i lavori antisismici.

Si legge ancora che vi sarebbe un altro modo circa la fruizione dell’incentivo in questione, ovvero inserirlo nel bonus ristrutturazioni, che racchiude anche interventi inerenti l’uso di fonti rinnovabili e dunque, circa l’acquisto di impianti di biomassa. In tal caso, la detrazione sarebbe del 50% su una spesa non maggiore di 96mila € complessivi, (impianto e posa).

Per la fruizione dell’incentivo tre le modalità, viene spiegato: in detrazione da inserire nella dichiarazione dei redditi, andando a recuperare il 50% di quanto speso in 10 rate suddivise in 10 anni; mediante cessione del credito; mediante sconto in fattura.

Informazioneoggi.it spiega che il bonus ristrutturazioni sarebbe il modo più facile per avere l’agevolazione; l’econonus, essendo un intervento legato al risparmio energetico, la richiesta ava fatta all’ENEA. Dal primo aprile vi è il nuovo sito ENEA, da usare per inoltrare le domande e la documentazione delle spese fatte, entro il 31dicembre2022, rispetto al risparmio energetico, si legge.

Due le sezioni all’interno; facendo accesso a quella Ecobonus, vi sarà la possibilità di richiesta di una detrazione dal 50 sino a 85%, in base ai lavori fatti. La seconda sezione è inerente il bonus casa o ristrutturazioni. In tal caso, la detrazione è del 50%. Ad ora, è possibile inserire le domande per spese fatte nel 2022 rispettando il termine ultimo di novanta giorni.

Questi, alcuni dettagli. Ad ogni modo è bene e opportuno informarsi e approfondire i vari aspetti, requisiti e condizioni anche mediante un confronto con esperti del campo e professionisti del settore, così da chiarire ogni eventuale dubbio.

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