I mercati aprono deboli e incerti, dopo una settimana turbolenta e negativa, confermando il sentiment che sembra potersi protrarre per tutta l’estate.
Oggi i bassi volumi causati dalla chiusura per la festa nazionale dell’Indipendence Day degli Stati Uniti, si muovono soprattutto sull’attesa dei tassi di interesse della BCE e delle decisioni dell’Ue sul petrolio.
È quest’ultimo ad avere condizionato i listini acuendo i timori recessivi alla fine della settimana. L’Ue prepara un nuovo embargo al petrolio russo questa volta limitandone la soglia massima di prezzo. Sottotono in questo contesto il future dell’indice Ftse Mib che arriva al supporto dei 20.900 punti. Per assistere a una credibile ripartenza, il prezzo dovrà rompere il livello chiave dei 22.000 punti sopra il quale sono posizionati gli ordini di chiusura di molte posizioni ribassiste. Sotto il livello attuale, infatti, molti trader attendono nuovi ribassi che possono avvenire dopo una breve fase di range fino a metà settimana.
Più nel dettaglio questa settimana i principali market mover saranno i dati macroeconomici Usa, in particolare quelli sul mercato del lavoro previsti per venerdì. Oltre a questo, ci saranno lo stesso giorno i discorsi di Christine Lagarde. Mercoledì e giovedì verranno diffusi invece i verbali delle riunioni di giugno di Fed e BCE.
I listini europei, dopo aver scontato un nuovo rialzo record dell’inflazione la settimana scorsa, restano cauti in attesa di conoscere ulteriori dettagli sull’applicazione dello scudo anti-spread. Il trend sui mercati è ribassista e non cambierà finché non verranno scontati gli interventi sui tassi di interessi delle banche centrali; la Bce prevede un aumento cauto di 0,25% punti base, mantenendo i tassi negativi. L’euro continua a rimanere debole quotando poco sopra i 1,04 dollari.
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