Buoni fruttiferi, è corsa agli interessi: ecco quando potranno schizzare

Non si contano gli italiani che hanno investito in buoni fruttiferi. L’impennata degli interessi non è certo cosa insperata, anzi.

Buono fruttifero
Buono fruttifero (Adobe)

Il buono fruttifero è da sempre considerato uno degli strumenti migliori per i piccoli investitori. Gli italiani ne apprezzano in particolare determinate caratteristiche. Il fatto ad esempio di avere la garanzia che il capitale inizialmente investito non subisca perdite e poi gli interessi fissi crescenti nel tempo, caratteristiche che non troviamo in nessun altro prodotto finanziario, almeno in questa modalità. Parliamo di un prodotto che consente qualsiasi tipo di investimento, anche il più esiguo e che offre la possibilità di considerare numerose impostazioni all’investimento stesso. Un prodotto sempre attuale insomma.

I rendimenti dei buoni fruttiferi, nonostante tutto sono distanti dal 3% d’inflazione su base annua registrato ad ottobre dall’Istat. A questo punto gli italiani si chiedono quando matureranno gli interessi sui buoni fruttiferi postali a loro disposizione. Prima o dopo Natale. La domanda è lecite e nasconde in qualche modo una velata preoccupazione da parte degli stessi investitori. Il momento storico è molto particolare e questo lo sappiamo. I tassi di interesse che chiaramente dipendono dallo Stato possono in ogni caso basarsi sul tasso di inflazione e far perdere vigore, in un certo senso agli stessi prodotti postali.

Buoni fruttiferi, gli interessi non arrivano: investitori preoccupati?

I tassi d’interesse generalmente vanno dallo 0,25% fino al 2,50%, a seconda del prodotto. Distante quindi dal 3% su base annua. Al netto delle tasse e dell’inflazione, quindi, il rendimento effettivo del prodotto è negativo. Ci si chiede quindi se questo rendimento possa essere alzato dalla Cassa depositi e prestiti in modo da arrivare a rendimenti simili a quelli di altri periodi, o almeno vicini a quei numeri. Ovviamente questa particolare condizione, oggi non fa piacere agli investitori e nemmeno agli istituti di credito che generalmente propongono alcuni prodotti ai propri clienti. L’attesa insomma è iniziata.

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La verità è che ad oggi non ci è possibile sapere se e come aumenteranno i rendimenti di tali prodotti postali. Negli anni passati alcune situazioni hanno portato ad un aumento, minimo dei tassi di interesse in modo da garantire determinati prodotti. A questo punto si spesa possa essere fatta la stessa operazione con i buoni fruttiferi. I titolari di tali titoli in un certo senso non attendono altro. Si attende quindi una risposta concreta da parte delle istituzioni superiori. Risposta che potrebbe arrivare a breve, o forse no.

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