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BTP, come funziona l’acquisto dei Titoli di Stato e le alternative per aumentare i soldi

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I Titoli di Stato come i BTP, sono obbligazioni emesse regolarmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e sono in Italia tra le forme preferite e di investimento.

La loro relativa sicurezza, dato il pagamento dipendente direttamente dalla solvibilità dello Stato italiano, ne fanno degli ottimi strumenti di investimento per i cittadini.

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Emessi per finanziare la parte di spesa pubblica non compensata dalle entrate fiscali. I Titoli di Stato come i BTP non presentano costi di gestione e hanno scadenze e rendimenti prevedibili.

Il collocamento di un BTP avviene mediante asta e si realizza nel mercato primario. Questo è il mercato in cui è lo Stato a vendere direttamente i titoli. I compratori sono soggetti autorizzati a partecipare all’asta dalla Banca d’Italia.

Tra questi vi sono Sim e istituti di credito, mentre i cittadini partecipano indirettamente acquistando il BTP attraverso un intermediario, come una banca. Questo realizza il mercato secondario che mette in comunicazione i piccoli investitori con l’emittente, ovvero lo Stato italiano.

Acquisto di BTP: come viene deciso il prezzo di collocamento

Il prezzo di collocamento di un BTP dipende come per i titoli quotati dalla relazione tra domanda e offerta. In questo caso il prezzo è formato dalle offerte dei soggetti autorizzati che entra l’ora di apertura e chiusura dell’asta fanno pervenire le proprie offerte. Ogni soggetto autorizzato presenta fino a tre diverse offerte con variazioni di prezzo di almeno un centesimo di punto o suoi multipli. Una volta raccolte le richieste viene formulato un prezzo comunemente accettato, procedendo al collocamento vero e proprio.

Il rendimento complessivo dell’investitore sarà dato al netto delle commissioni, dovute a un eventuale intermediario, dalla differenza tra il prezzo d’acquisto e quello di rimborso. La tassazione prevista è fissata al 12,5% sull’eventuale plusvalenza a cui si aggiungono interessi variabili. Questi dipendono dalla durata dell’investimento e del contesto economico, al momento dell’emissione, quindi dalla rischiosità dell’investimento.

Cosa sono i BTP e i BTP short Term

I Buoni del Tesoro Poliennali sono titoli governativi a tasso fisso. La durata varia da un anno e mezzo dei BTP Short Term e dai 3 ai 50 anni dei BTP ordinari. Ne consegue che un titolo di stato prima della scadenza è soggetto a oscillazioni di prezzo, con un rimborso alla sua scadenza del valore nominale. Solitamente ma non sempre, maggiore è la durata maggiore è il rendimento dei Titoli di Stato e anche dei BTP.

In questo senso investire in BTP può essere conveniente in base a variabili come il rischio di default, l’inflazione e il livello dei tassi di interesse. Dal 2011 il rischio per l’Italia dipende in gran parte dalla garanzia offerta dagli acquisti periodici della BCE. Chi cerca un flusso di cassa periodico con entrate modeste ma regolari, può investire direttamente sui BTP o diversamente sugli ETF legati al valore di questi asset.

Quanto rendono gli ETF sui Buoni del Tesoro Poliennali

Gli ETF sono negoziati in Borsa come delle azioni e replicano passivamente la performance degli indici o dei panieri di asset a cui fanno riferimento. Gli ETF non consentono di prendere di prendere posizione su di una singola materia prima, per ragioni di natura regolamentare devono garantire un certo grado di diversificazione.

Dopo due anni di aumento dell’indebitamento i maggiori costi di finanziamento per lo Stato sono meno gestibili. Nuove sfide possono attendere gli investitori limitati dagli effetti imprevedibili sull’economia di paesi che subiranno gli effetti della crisi Russa. In questo contesto alcuni ETF possono fornire un modo alternativo di ridurre il rischio mantenendo l’esposizione sul rendimento dei BTP.

Uno tra i migliori ETF sui BTP di Borsa Italiana

iShares Italy Government Bond. Questo ETF ha come sottostante il Bloomberg Euro Treasury Italy, che replica i titoli di stato italiani denominati in Euro. A fronte di un costo di gestione annuo dello 0,20% questo asset distribuisce cedole semestrali con performance piuttosto elevate. Attivo dal maggio 2012 ha realizzato negli ultimi quattro anni un rendimento complessivo del 13,51%. Questo prodotto garantisce una esposizione completa lungo tutta la curva di rendimento, garantendo un’opportuna diversificazione temporale.

Le sue performance storiche suddivise per anno sono le seguenti:

  • 2018: -1,56%
  • 2019: +10,52%
  • 2020: +7,54%
  • 2021: -2,99%
  • La volatilità storica è del 4,69%.
Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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