Buoni Postali, incredibile quello che è successo a Poste Italiane sul rimborso dei titoli, attenzione a questa serie

Il 1° luglio l’Arbitro Bancario Finanziario ha pubblicato una sentenza che condanna Poste Italiane, in merito al rimborso dei buoni fruttiferi postali.

I buoni fruttiferi postali sono degli strumenti di risparmio particolarmente apprezzati dagli italiani. Spesso i Buoni postali fruttiferi sono cointestati, dunque hanno più di un titolare.

Buoni postali
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Di recente, l’Arbitro Bancario Finanziario presso la Banca d’Italia ha emesso una sentenza in merito ai buoni fruttiferi postali con clausola Pfr.

Ci stiamo riferendo ai titoli di risparmio caratterizzati dalla clausola “pari facoltà di rimborso” e per i quali, in caso di decesso di uno dei cointestatari, è stato deciso che i titolari superstiti hanno la facoltà di ottenere il rimborso totale delle somme di denaro presenti sul titolo.

Così facendo, è stato stabilito che in caso di morte di uno dei cointestatari di un buono fruttifero postale con clausola PFR i cointestatari superstiti hanno il diritto di ottenere il rimborso al 100% della somma di denaro.

Condanna Poste Italiane: scatta l’obbligazione solidale dal lato attivo

Nell’ultimo anno sono aumentati i contenziosi relativi ai servizi e agli strumenti di pagamento di Poste Italiane. In particolare, si è registrato un aumento del 31% per i contenziosi relativi ai buoni fruttiferi postali.

Di recente, infatti, si è espresso l’Arbitro Bancario Finanziario presso la Banca d’Italia. La sentenza ha condannato Poste Italiane a rimborsare il 100% del valore di buoni fruttiferi postali cointestati.

Il caso specifico, fa riferimento al rimborso di buoni fruttiferi cointestati per i quali uno dei cointestatari è deceduto. Nel caso in cui il titolo dovesse riportare la clausola “pari facoltà di rimborso”, l’istituto di credito non può opporsi al prelievo del denaro da parte dei cointestatari superstiti.

Per quale motivo Poste dovrebbe opporsi al rimborso delle somme di denaro in caso di decesso?

Quando un deposito di denaro è cointestato tra due o più soggetti e uno di questi muore, per ragioni legate al diritto di successione, l’istituto di credito ha l’obbligo di congelare le somme di denaro.

Tuttavia, la sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di morte di uno dei cointestatari di un buono fruttifero postale con clausola “pari facoltà di rimborso”, Poste Italiane dovrà procedere al rimborso integrale della somma di denaro. Dopo tutto è proprio la suddetta clausola a consentire, al cointestatario superstite, di entrare in possesso delle somme di denaro.

In questo caso, infatti, si crea un’obbligazione solidale dal lato attivo. Ciò vuol dire che il cointestatario superstite ha il diritto ad ottenere il 100% della somma di denaro dal debitore, che in tale fattispecie è Poste Italiane.

In base a quanto stabilito dalla suddetta sentenza, il rifiuto da parte dell’ente al rimborso della somma di denaro, è considerato illegittimo. Dopotutto, il titolo permette ad ogni cointestatario del buono fruttifero postale di avere diritto alla riscossione totale in maniera autonoma.

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