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Conto corrente in rosso, cosa si rischia? La nuova legge parla chiaro

Una nuova normativa rilegge la vecchia idea che si aveva rispetto alla possibilità di finire in rosso con il proprio conto corrente.

Conto in rosso (Adobe)

Una possibilità non sempre concreta, ma che purtroppo spesso fa parte della logica delle cose quando si vivono situazioni al limite. In un periodo di crisi profonda, con l’incertezza che monta e non fa comprendere quanto possa essere stabile la nostra posizione presente e futura, andare in rosso con il proprio conto corrente non è del tutto una dinamica remota, anzi. La nuova normativa vigente nel nostro paese da circa nove mesi però, in questi casi parla chiaro. Andare in rosso non è più come una volta.

Prima si poteva contare in alcuni casi sulla compiacenza della dirigenza bancaria, l’amico direttore, ad esempio poteva far passare in sordina la cosa. Ora invece tutto è diverso. Andare in rosso sul proprio conto corrente vuol dire, nel presente, essere marchiati, entrare di diritto in una sorta di lista nera, una centrale allarmi che raccogli tutti i correntisti entrati per cosi dire in un poco edificante recinto. In quel caso, cosa potrebbe accadere davvero, quali conseguenze possono arrivare nell’immediato?

Conto in rosso, quanto dura in genere il declassamento nella lista nera

In fase di estrema difficoltà andare in rosso con il proprio conto corrente vuol dire non poter pagare ad esempio le utenze presenti con addebito diretto e nemmeno poter riscuotere crediti pregressi. Andare in rosso, cosi come previsto da una normativa vigente nel nostro paese da inizio 2021 vuol dire in qualche modo perdere lo status di correntista affidabile, e perdere, di fatto, la possibilità di continuare ad essere considerato meritevole di attenzione in ogni caso. Andando in rosso, alcune certezze potrebbero crollare.

LEGGI ANCHE >>> Conto corrente, il limite al versamento esiste: cosa c’è da sapere

In ogni caso è possibile, essendo consapevoli della propria situazione, per cosi dire, precaria, concordare con la propria banca un potenziale segno meno sul conto corrente. Ipotizzare insomma un saldo negativo ad un certo punto e su questo pagarci delle commissioni. In questo caso nei limiti del consentito si rischierebbe di ritrovarsi per mesi in una fascia considerata più debole con poca fiducia da parte della banca stessa. Andare in rosso, quindi, oggi, non è più qualcosa di facilmente risolvibile, anzi.

Paolo Marsico

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