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Economia e Finanza

Contributi volontari e lavoro part-time: quando (e perché) non convengono per la pensione

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Molti lavoratori ricorrono ai contributi volontari per raggiungere i requisiti per la pensione. Convengono davvero?

Non è mai troppo presto per pensare alla pensione, anche se non sono stati ancora maturati i requisiti. Soprattutto coloro che hanno carriere discontinue, devono verificare presso l’INPS la propria posizione assicurativa, per ideare eventuali metodi per evitare di perdere il diritto all’assegno.

Contributi volontari e lavoro part-time: quando (e perché) non convengono per la pensione (trading.it)

Una delle soluzioni più diffuse è il versamento dei contributi volontari. Si tratta di un’occasione, per coloro che hanno vuoti contributivi, di ottenere il riconoscimento di ulteriori periodi previdenziali. Possono usufruire di tale possibilità i lavoratori che hanno già almeno 3 anni di contributi negli ultimi 5. Ma è davvero la scelta più conveniente per tutti i lavoratori, come quelli part-time? O ci sono alternative migliori?

Versamento contributi volontari: in cosa consiste?

Versare i contributi volontari non è sempre la scelta giusta ai fini della pensione. Nonostante contribuiscano a innalzare il montante contributivo, utile sia al diritto sia alla misura dell’assegno spettante, a volte i benefici che apportano sono inferiori rispetto al prezzo che gli interessati devono versare per il loro accredito.

Versamento contributi volontari: in cosa consiste? (trading.it)

Il costo per il riconoscimento, infatti, rimane molto elevato e chi già ha un lavoro part-time e ha diritto all’accredito delle 52 settimane annue per la pensione, provvedere ai contributi volontari potrebbe essere una spesa superflua. Il prezzo varia a seconda della retribuzione media percepita negli ultimi 12 mesi di lavoro; di conseguenza, chi ha uno stipendio più ricco deve pagare di più. In media, per il pagamento di un anno di contributi volontari si può arrivare a spendere tra i 5 mila e i 7 mila euro.

Bisogna, poi, considerare che i contributi previdenziali non sono una forma di investimento (perché non prevedono un guadagno diretto) ma fungono da assicurazione per la pensione (ma l’importo non viene rivalutato annualmente).

Contributi volontari per lavoratori part-time: pro e contro

Il consiglio è valutare attentamente i concreti vantaggi della misura ed, eventualmente, informarsi su opzioni più convenienti e remunerative, come i fondi pensione, al fine di evitare spese superflue. Procedere con il versamento dei contributi volontari potrebbe sembrare un’ottima idea se mancano pochi anni al pensionamento e si brama il raggiungimento dei requisiti minimi. Ci sono, tuttavia, alcuni svantaggi da considerare. In particolare:

  • la continua evoluzione della disciplina normativa. I presupposti anagrafici e contributivi per l’accesso alla pensione variano continuamente e può darsi che tra qualche anno non basterà l’attuale età contributiva di 20 anni;
  • il montante contributivo viene rivalutato sulla base del PIL italiano, che di recente non ha subito un incremento significativo;
  • il costo elevato.

Il versamento dei contributi volontari, in conclusione, non conviene sempre ma potrebbe rappresentare una buona soluzione quando non si hanno valide alternative per la maturazione del requisito minimo per la pensione. Se si dispone di un capitale da investire, si ha una carriera lavorativa ancora lunga o si svolge un lavoro part-time sarebbero da preferire altre strade.

Antonia Festa

Sono una giurista, grande appassionata del mondo classico, di letteratura, politica, musica, teatro e cinema, divoratrice di serie TV. Sono socia di una compagnia di teatro amatoriale e ho curato la sezione 'Intrattenimento' per un giornale online, recensendo film e spettacoli televisivi e teatrali. Attualmente, lavoro come web content writer, occupandomi soprattutto di temi di natura previdenziale ed economica, che mi permettono di coltivare e approfondire il mio interesse per il diritto.

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