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Economia e Finanza

Detrazione per studio della musica dei figli: attenzione al limite di reddito

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Il Fisco ha introdotto una detrazione per favorire lo studio della musica dei ragazzi, la detrazione spetta per i figli dai 5 ai 18 anni, ma è previsto un limite di reddito. 

Tra le novità della dichiarazione dei redditi 2022 per i redditi 2021 è presente la detrazione del 19% per le spese sostenute per l’iscrizione annuale e l’abbonamento a determinate scuole di musica.

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L’agevolazione per i figli che studiano musica è stata introdotta dalla legge 160 dell’anno 2016 all’articolo 1 comma 346, inserito nel TUIR al primo comma dell’articolo 15 alla lettera e-quater. La detrazione delle spese sostenute per lo studi della musica dei figli, spetta ai contribuenti in possesso di un reddito complessivo annuo di 36.000 euro e la spesa massimo detraibile non deve essere superiore a 1.000 euro per ogni figlio. Ma quale reddito si considera, quello ai fini ISEE o quello della dichiarazione dei redditi?

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Detrazione per studio della musica dei figli: attenzione al limite di reddito

La normativa non fa riferimento al reddito ai fini ISEE ma al reddito complessivo ai fini delle imposte sui redditi delle persone fisiche (IRPEF). Pertanto il limite di reddito da considerare sarà quello percepito complessivamente nell’anno 2021.

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Il limite di reddito da rispettare non deve essere superiore a 36.000 euro e come sopra menzionato, deve essere calcolata su un limite di spesa di 1.000 euro per ogni ragazzo. Sono ammesse alla detrazione le spese sostenute per la frequenza della pratica della musica dei seguenti istituti: conservatori di musica; istituzioni di alta formazione musicale, artistica e coreutica (AFAM) riconosciute ai sensi della legge 508/1999; le scuole iscritte nei registri regionali; bande, cori e scuole di musica, riconosciuti da una Pubblica Amministrazione.

Le scuole di musica che intendono nel beneficio fiscale, devono essere iscritte nel registro regionale. Per comprovare la spesa è necessario che la scuola rilasci la ricevuta fiscale con l’indicazione del codice fiscale dell’alunno che frequenta il corso di studio. La mancanza del codice fiscale dell’allievo comporta il rigetto della detrazione con conseguente applicazione di interessi e sanzioni per la parte di imposta minore versata o per la parte di rimborso ricevuto.

Inoltre, precisiamo che si tratta di detrazione fiscale, pertanto, il beneficio si sottrarre direttamente dall’imposta netta da versare allo Stato. A differenza della deduzione fiscale che interviene sull’imponibile.

Ricordiamo, inoltre, che per poter beneficiare della detrazione del 19% su una spesa massima di 1.000 euro. Inoltre, occorre effettuare il pagamento con mezzi tracciabili (pagamento bancomat, bonifici o carte di credito o altri sistemi tracciabili).

Angelina Tortora

Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il lettore nel disbrigo delle pratiche, dalle più semplici alle più complesse. Direttrice della testata giornalistica InformazioneOggi.it, impegnata in vari progetti editoriali e sociali. Profilo Linkedin

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