Non essere triste, perché i tuoi investimenti potrebbero risentirne

Diversi studi effettuati a partire dal 2004, hanno dimostrato come alcuni stati emotivi legati al senso di tristezza, possano avere un effetto statisticamente determinante sulle decisioni economiche.

Emotions tabellone quotazioni

D’ora in poi prima di fare qualsiasi scelta di investimento, sarà meglio considerare il nostro umore, compreso il momento in cui decidiamo di andare a fare shopping.

L’effetto è stato studiato da diversi ricercatori nell’arco degli ultimi quindici anni, a partire dagli studi che evidenziano una correlazione tra le emozioni di tristezza con l’aumento dell’autorefenzialità e l’incapacità di relativizzare le situazioni, studiate da Wood, Saltzberg, & Goldsamt, 1990, Salovey, 1992, proseguite nel 2004 e nel 2008 dove Lerner, Small, Loewenstein, Cryder, Gross, Dahl, avevano mostrato la correlazione di questo stato emotivo con l’incapacità di fare scelte economiche in grado di massimizzare il beneficio, preferendo una ricompensa sul breve termine a un rendimento maggiore sul lungo periodo, approfondite infine nel 2016 dallo studio di tre gestori patrimoniali, Tao Shu, Johan Sulaeman e P. Eric Yeung, che hanno messo in evidenza la relazione tra la tristezza dovuta al lutto parentale, con la diminuzione delle performance nella gestione dei fondi comuni di investimento.

Questi ricercatori hanno messo in evidenza la tendenza a compensare con azioni impulsive, in relazione ad esempio agli acquisti di un bene e analogamente a qualsiasi scelta di tipo economico, il cattivo umore e in particolar modo la tristezza.

Quali sono gli effetti che la sensazione di tristezza può avere sul trading?

Questo ha degli effetti che sul lungo termine portano a uno svantaggio, in quanto ci rendono propensi a rinunciare a un rendimento maggiore sul lungo periodo, per ottenere una gratificazione immediata. Nel trading questo si manifesta come la propensione a chiudere le operazioni che sono in profitto e a lasciare correre quelle che sono in perdita.

L’applicazione dei modelli psicologici in ambito economico, considera le emozioni come delle guide in grado di orientarci e nella maggior parte dei casi determinare le nostre scelte comportamentali, in relazione alle nostre spese e al livello di razionalità economica messa in campo. La tristezza renderebbe le gratificazioni immediate più attraenti, anche quando queste portano uno svantaggio economico sul lungo termine.

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Gli stati d’animo provati durante la pandemia hanno cambiato i consumi?

Se osserviamo le conseguenze dei lockdown da questo punto di vista, non possiamo che immaginare come gli effetti del senso di tristezza, dovuto all’isolamento e alla mancanza di alternative all’ambito domestico o lavorativo, abbiano avuto i suo effetti sugli acquisti effettuati sugli e-commerce o sulle scelte di investimento, compreso il trading che ha coinvolto nei primi mesi del 2021, all’allentarsi delle tensioni e delle incertezze, le quotazioni dell’azionario e del settore delle criptovalute.

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La pandemia ha influito particolarmente anche sulle condizioni di salute mentale, secondo le statistiche dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, sin dall’inizio della crisi sanitaria i livelli di stress e i sentimenti di depressione, sono aumentati costantemente fino a raggiungere in quasi tutti i paesi, livelli impensabili rispetto alla normali condizioni di vita. Le statistiche sui sintomi depressione per alcuni paesi come Stati Uniti, Italia, Francia e Regno Unito hanno rivelato valori che nel caso dei primi due paesi, sono cresciuti più del 200%, mentre nel caso di Francia e Regno Unito sono saliti fino raddoppiare.

Questo ha abbassato la capacità di mediazione degli eventi stressanti e particolarmente emotivi. Tutto ciò può avere delle implicazioni pratiche di non poca importanza, dal momento che gran parte delle decisioni rilevanti della nostra vita sono caratterizzate proprio dalla loro intensità emotiva.

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In quali circostanze la tristezza influenza la nostra razionalità economica?

Gli autori dello studio hanno dimostrato che il senso di depressione o la tristezza, diventa particolarmente influente nella relazione con il denaro, quando sono coinvolti sentimenti di autovalutazione e in generale pensieri autoreferenziali.

A questo proposito le ipotesi si soffermano sul fatto che gli acquisti o gli investimenti fatti in queste condizioni psicoemotive, siano tali da assegnare per contrasto un valore molto maggiore a quello che ci sta intorno. È inoltre sicuramente probabile che questo stato accresca il desiderio di agire e di fare qualcosa immediatamente. Questo è in grado di influenzare le decisioni economiche della vita quotidiana. Nel contesto del trading si traduce nella sopravvalutazione del potenziale di rendimento, nella mancanza di timing e nel trading di vendetta, ovvero quando cerchiamo di rifarci di una perdita con un’operazione immediatamente successiva.

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