Come procede l’economia italiana? L’agenzia di rating Moody’s non ha dubbi e cambia il suo giudizio

Ci sono novità sul fronte economico? Sicuramente gli esperti finanziari vedono dettagli da cui emergendo complicazioni sempre più difficili da ignorare.

Moody’s ha infatti cambiato l’outlook per i settori bancari in molti paesi in Ue. Tra quelli recensiti con un giudizio peggiore del precedente ci sono: Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Italia.

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L’influenza della guerra contro la Russia e il disagio economico che sembra spirare anche da Stati Uniti e Cina ha cambiato le aspettative anche sulla tenuta del sistema economico del nostro Paese. Secondo l’agenzia di rating le prospettive passano da stabili a negative per tutti i Paesi sopracitati.

Le motivazioni sono in linea con il clima generale con evidenze ormai sotto gli occhi tutti: inflazione e alti tassi di interesse deteriorano le condizioni operative, che vanno a indebolire la qualità dei prestiti, la redditività.

Quali sono le banche più sicura in Italia? Una delle banche italiane più sicure è Unicredit che archivia i primi 9 mesi dell’anno con un utile in crescita del 30% rispetto allo scorso anno per un totale di 4 miliardi di euro. Nel terzo trimestre batte le attese degli analisti con un utile di 1,7 miliardi. Il gruppo migliora le prospettive di crescita per quest’anno con un complessivo utile di circa 5 miliardi di euro. Per UniCredit è settimo trimestre consecutivo di crescita che arriva quest’anno all’apice degli ultimi dieci anni.

Secondo l’agenzia l’aumento dei prezzi influenzerà l’affidabilità creditizia di molte imprese e famiglie, “innescando la formazione di nuovi prestiti problematici”. Ciò che incide maggiormente sull’economia globale sono anche le condizioni economiche degli Stati Uniti. Rallenta il mercato del lavoro con gli economisti con una stima a ribasso sui NFP di venerdì. Il livello delle buste paghe escluso il settore agricolo è un evento macroeconomico tra i più importanti di ogni mese.

Il Rating Moody’s è un segno dei primi effetti positivi sull’inflazione?

Sotto la superficie ci sono indizi che le pressioni inflazionistiche si stanno allentando? Negli Stati Uniti l’indice del costo del lavoro ha mostrato che i salari e gli stipendi privati sono aumentati dell’1,2% nel terzo trimestre, spingendo il tasso di crescita annuale dal 5,7% al 5,2%.

Se ciò è vero significa che le misure della Fed funzionano anche se non è più possibile evitarne gli effetti recessivi almeno sul breve termine. Un altro segno favorevole in questo senso è il costo degli affitti che negli Usa rallentano la loro crescita dal 18 al 6%.

Ci vorranno probabilmente ancora diversi mesi per constatare l’efficacia delle politiche restrittive sul dato ufficiale dell’inflazione. I dati ufficiali dell’inflazione hanno mostrato finora un effetto delle politiche molto più blando rispetto alle aspettative dei funzionari.

Per il momento la prospettiva rimane un aumento dei tassi di interesse ancora in aumento fino almeno al 5% per il 2023. Fino a quando non ci saranno prove sufficienti del miglioramento dei prezzi al consumo non ci potrà essere un’inversione dei mercati finanziari e una stabilizzazione del comparto che influirà indirettamente sulle banche italiane.

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