Prezzo del Gas: un anomalia rispetto alle altre materie prime, ecco le cause della grande incertezza

Prezzo del Gas, malgrado il contenimento dei costi le dinamiche di mercato accentuano la volatilità dei costi della materia prima.

Le condizioni economiche offerte ai clienti risentono sempre di più del trading sull’onda dell’incertezza dell’inverno difficile in arrivo.

trading petrolio incertezza
Stock.Adobe

Il mercato dell’energia è alle prese con una crisi senza precedenti; sebbene si cerchi di mitigarne le conseguenze tra ottobre 2021 e settembre 2022 la spesa sulla bolletta del gas per famiglia tipo avrà una variazione del 70% rispetto ai 12 mesi dell’anno precedente.

Ma quanto paghiamo per l’incertezza dovuta ai ricatti di Mosca aumenta il prezzo della materia prima di 100 euro per megawattora rispetto ai fondamentali attuali. Il mercato sconta tutto e anticipa le incertezze future; Mosca cerca ogni pretesto per fare ciò che vuole della sua materia prima, violando i contratti e modificando le esportazioni come ritorsione nell’intromissione dell’Ue e dell’occidente nella guerra in Ucraina.

Il livello degli stoccaggi italiani e le motivazioni del prezzo anomalo del Gas

Gazprom ha rifiutato di aumentare la quantità di gas attraverso Yamal, così alcuni Paesi ricevono molto meno gas dalla Russia, pagandolo molto di più. A questo si aggiunge il timore che l’Ue debba effettivamente razionare l’energia questo inverno. L’attuale trend impostato dal piano del governo in Italia, dovrebbe portare a raggiungere la sicurezza energetica con un riempimento al 90%. Al momento gli stoccaggi hanno appena superato il 74%, uno dei livelli più alti nell’Unione europea. Così lo stoccaggio di gas prosegue in linea con gli obiettivi e ha avuto una accelerazione importante grazie al Gse e al contributo di Snam.

Tuttavia in base ai prezzi sul mercato di riferimento ad Amsterdam fotografati in questi giorni soltanto il 20% dei circa 190 euro per megawattora ha a che fare con il valore effettivo della materia prima. Oltre questo tutto accorre a scontarne gli aumenti su beni e servizi incrementando l’inflazione.

Prima del 2013 i prezzi del gas italiano erano determinati sulla base di contratti a lungo termine, quindi molto stabili. Poi è arrivata la svolta verso il mercato libero che ha reso più sensibili alle variazioni in aumento e in diminuzione i contratti, accentuando la competizione dei fornitori e il risparmio, ma accettando implicitamente il rischio della volatilità.

La pressione sul mercato dovuta agli scenari di rischio e il confronto con benzina e diesel

La pressione sul mercato proviene anzitutto dal deterioramento delle previsioni economiche. Ad esempio, per il 2023 la Bundesbank prevede in uno scenario di rischio; la possibilità di un’interruzione totale delle forniture di gas naturale russo mette alle strette gli acquirenti che hanno necessità di accumulare scorte. La crisi dei prezzi può essere contenuta mediante un risparmio preventivo e tramite la ricerca di nuovi fornitori.

Data la situazione complessa, i prezzi del gas restano molto elevati, a differenza dei prezzi di molte altre materie prime che sono diminuiti. Rispetto a un anno fa il prezzo del gas è più alto di circa sette volte, ma questo non dovrebbe destare critiche particolari; gli eventi attuali hanno lasciati impreparati i governi e sono una novità nella storia recente delle relazioni internazionali. L’equilibrio del prezzo rispetto al valore di un mercato in cui partecipano un alto numero di attori è molto più semplice da ritrovare.

È quello che è accaduto al petrolio riflettendosi su Benzina e diesel il rincaro si è assorbito per la stessa dinamica di domanda offerta con cui era arrivato fino oltre 120 dollari al barile. Pur lontano dalle dinamiche continentali il prezzo del petrolio è sceso scontando la relazione della domanda globale, soprattutto quella cinese. Benzina e diesel oggi sono in forte calo: i prezzi sono 1,833 euro al self, 1,977 al servito.

Entra nel gruppo offerte di lavoro, bonus, invalidità, legge 104, pensioni e news

Ricevi ogni giorno gratis news su offerte di lavoro ed economia


  1. Telegram - Gruppo

  2. Facebook - Gruppo

Con le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi che hanno chiuso ancora in calo. Eni e Tamoil hanno ridotto benzina e diesel di 2 centesimi. Lo stesso prezzo è applicato da IP, con il GPL scontato di 1,5 centesimi. Infine in Q8 il prezzo è in calo di ben 3 centesimi. I prossimi mesi rischiano comunque di essere i più turbolenti, i rischi più forti di questo inverno possono portare rincari non solo sul gas, ma anche sull’elettricità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *