Dopo mesi di battaglia ieri l’assemblea di Generali ha espresso il proprio voto riconfermando con 55,99% delle azioni presenti in assise il ceo Philippe Donnet.
Un’affollatissima assemblea che ha visto rappresentato oltre il 70% del capitale.
I soci vogliono che Generali rimanga una società radicata in Italia e legata all’Italia, una delle motivazioni più importanti gli oltre 60 miliardi di titoli di Stato italiani detenuti dall’istituto. Il rinnovo del consiglio di amministrazione della società ha visto ha visto confermare per il terzo mandato l’amministratore delegato francese Philippe Donnet e l’incarico di presidente all’ex rettore della Bocconi, Andrea Sironi.
I grandi fondi d’investimento internazionali hanno fatto da ago della bilancia scegliendo di fatto loro il nuovo board. Il prestito titoli, insieme con il voto relativo ad azioni vendute, ha avuto l’effetto più incisivo nel convincere gli azionisti delle maggiori possibilità di successo della lista vincente.
I fondi esteri hanno sostenuto la compagine vittoriosa sensibili forse alle questioni di rilievo giuridico sollevate in questi mesi. Banca Generali, ha delle delicate questioni in sospeso come quella che il Financial Times ha ribattezzato “mafia bond”. La Procura di Milano sta indagando sugli investimenti in crediti sanitari fatti con il gruppo lussemburghese Cfe Advisory.
Le società che compongono Assicurazioni Generali sono: Generali Italia, Alleanza Assicurazioni, Europ Assistance, Genertel, Genertellife, Jeniot e DAS. La società triestina ha filiali in 65 paesi, ed è proprietà di diverse realtà sia italiane che estere. Tra gli investitori italiani le quote di partecipazione sono divise tra: Azionariato diffuso che ha circa il 26,33%. Seguono Mediobanca, Gruppo Caltagirone, Delfin, di Leonardo Del Vecchio e Gruppo Benetton. Genrali Italia ha oggi 8 milioni di clienti e 13 mila dipendenti e ha in gestione 120 miliardi di euro di asset.
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