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Nuovo governo a rischio: mancherà il principale acquirente del debito pubblico italiano

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Con l’inversione di tendenza della politica monetaria e la graduale rimozione della liquidità della BCE viene a mancare il principale acquirente del debito pubblico italiano.

Uno dei compiti principali del nuovo governo sarà quello di gestire in modo responsabile il debito evitando l’influenza negativa degli aumenti dei tassi di interesse.

Nella sua varietà oggi nessuna delle nove economie che ha iniziato ad alzare i tassi ha mostrata una chiara evidenza di recessione. Sembra adesso ancora troppo presto per dire se anche l’Ue subirà le stesse conseguenze. Secondo una ricerca di Goldman Sachs, a esclusione dei paesi che hanno subito grandi shock, come la Russia o la Turchia “la resilienza delle grandi economie è tale per cui nessuna entrerà in una recessione guidata dalla politica monetaria nel prossimo anno”.

L’Italia rimane osservata speciale nonostante la sua resilienza

L’Italia rimane osservata speciale in quanto si trova più esposta alla sfiducia degli investitori internazionali. Frammentazione e incertezza del quadro politico non sempre viene compresa a livello internazionale. Dato il suo ampio debito e la fragilità storica dei governi e delle iniziative economiche gli operatori tendono a sovrastimarne gli esiti sfavorevoli.

Sono tre fattori secondo Goldman Sachs che mantengono ancora positivi gli andamenti delle economie più importanti; In primo luogo, bilanci solidi supportano attraverso lo Stato sociale la propensione al consumo. Il secondo fattore riguarda il mercato del lavoro; la domanda di lavoro repressa ha sostenuto la crescita dell’occupazione nonostante le turbolenze finanziarie. Questi due fattori insieme alla soluzione della pandemia continuano a stimolare la crescita.

Non solo debito pubblico; le influenze sulla percezione della stabilità non sono sempre lineari

Questa traiettoria mette in evidenza anche come lo spread non sia semplicemente legato ai fondamentali di un Paese, ma alle tendenze che ne giustificano la percezione di affidabilità. Le logiche di non sempre lineari e facili da comprendere. È questo il caso dell’Italia che ha fondamentali non necessariamente peggiori di quelli degli altri Paesi dell’ Europa periferica.

I maggiori dubbi sono legati al rigore delle iniziative fiscali ed economiche in relazione al rispetto della tenuta dei conti pubblici. La capacità di proseguire su una traiettoria di politiche espansive e di riforme strutturali sarà decisiva per la percezione della sostenibilità del debito pubblico. Indipendentemente dall’esito delle prossime elezioni, l’Italia resta esposta da un punto di vista finanziario; In questo sarà ancora cruciale la volontà della Bce di fare da garante e fornire il supporto necessario agli Stati maggiormente in difficoltà.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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