Se un parente ha accumulato debiti, potresti essere coinvolto più di quanto immagini. Cosa succede se il creditore bussa alla porta? Scopri cosa dice la legge e quando potresti dover pagare anche tu.
Giuseppe e Maria non si erano mai posti il problema, fino a quando è arrivata quella lettera. Un avviso di pignoramento per un debito che non era loro.
Giuseppe, preoccupato, si è chiesto: “Ma com’è possibile? Se i debiti erano di mio padre, perché adesso toccano a me?”. Maria, invece, ha temuto per i loro risparmi. Nessuno dei due sapeva che in certi casi i creditori possono bussare anche alla porta dei familiari.
Si tratta di una situazione che può capitare a molti, eppure pochi ne sono consapevoli. Spesso si pensa che i debiti siano una questione personale, ma la legge prevede eccezioni. Quando un creditore non riesce a recuperare quanto dovuto, potrebbe rivolgersi a chi sta accanto al debitore. Ma quali sono i casi in cui questo può accadere? E soprattutto, come si può evitare?
Giuseppe ha scoperto nel modo più difficile che accettare un’eredità non significa solo ricevere beni, ma anche i debiti del defunto. Quando suo padre è venuto a mancare, non ha pensato a controllare la situazione finanziaria, e ha accettato tutto senza alcuna formalità. Poco dopo, si è trovato a dover rispondere di una somma che non aveva mai contratto.
La legge stabilisce che chi accetta l’eredità diventa responsabile non solo dei beni, ma anche degli eventuali debiti del defunto. Se non si adotta il beneficio di inventario, si rischia di doverli pagare con il proprio patrimonio personale. Invece, con il beneficio di inventario, si ha la possibilità di valutare prima la situazione e decidere se accettare o meno.
Tuttavia, non tutti i debiti vengono trasmessi agli eredi. Ad esempio, quelli derivanti da multe, tasse e sanzioni amministrative non si ereditano. Ma attenzione: se il defunto aveva prestiti, mutui o conti in rosso, il rischio di doverli saldare c’è, e ignorarlo può costare caro.
Maria, invece, si è trovata in difficoltà a causa di una firma fatta con leggerezza. Quando suo fratello aveva chiesto un prestito per la sua attività, le aveva chiesto di fare da garante. “Tanto non succederà mai nulla”, le aveva detto. E invece, quando lui non ha più potuto pagare, la banca si è rivolta direttamente a lei.
Questo è il rischio della fideiussione: chi garantisce per un debito altrui, in caso di mancato pagamento, diventa automaticamente responsabile. Non importa se il garante non ha mai visto quei soldi o se non ne ha tratto alcun vantaggio. La legge permette ai creditori di rivalersi direttamente sul suo patrimonio, senza dover attendere che il debitore principale paghi.
Anche se sembra un semplice favore a un familiare, la fideiussione è un impegno serio e rischioso. Prima di firmare, bisogna sempre valutare se si è davvero disposti a coprire l’intero importo richiesto.
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