Vuoi investire sull’idrogeno? Ecco chi è in Italia il principale produttore del carburante del futuro

Idrogeno e idrocarburi in Italia, Eni, la futura collaborazione tra Ue e nazioni africane e le sue prospettive economiche

Nel terzo trimestre dell’anno Eni ha conseguito un utile netto adjusted di gruppo pari a 3,73 miliardi di euro, in linea con il trimestre precedente.

idrogeno veneto
Stock.Adobe

Il 27 ottobre ricorrerà il sessantesimo anniversario della morte di Enrico Mattei. Con questo il nuovo Governo vuole avviare una stagione di politiche energetiche in collaborazione con l’Africa.

Un modello virtuoso di collaborazione che porterebbe il nostro Paese a recuperare il suo ruolo strategico nel Mediterraneo. Le intenzioni sembrano serie e lungamente ponderate anche rispetto alle passate dichiarazioni di Giorgia Meloni. Mentre Eni negli anni 50 fu protagonista di relazioni e accordi con Nord Africa e Medio Oriente oggi le risorse naturali del continente nero fanno il paio con la volontà di nuovi equilibri economico politici.

Al momento la società mostra un robusto utile operativo; nonostante la flessione del prezzo del Brent e la sensibile contrazione dei margini di raffinazione, nonché gli stop produttivi Eni è riuscita a ottimizzare la sua attività grazie alle riduzioni dei costi in tutte le linee del business.

Eni non solo petrolio ma principale produttore e consumatore di idrogeno in Italia.

In un contesto di elevata volatilità e incertezza nei mercati, Eni ha continuato ad assicurare gli approvvigionamenti energetici cruciali per l’Ue; ma non è finita qui, dal 2023 Eni sarà in grado di avvantaggiarsi del suo portafoglio di riserve diversificate per fornire gas naturale grazie all’esplorazione e alle operazioni di acquisizione degli asset in Algeria e in Congo.

Oltre a questo, la società di idrocarburi punta a massimizzare l’utilità del processo di decarbonizzazione superando entro l’anno i 2 GW di energia rinnovabile. In questo contesto Eni è attualmente già principale produttore e consumatore di idrogeno in Italia.

Tra le ultime iniziative in questo senso c’è South Italy Green Hydrogen, la joint venture creata insieme ad Enel Green Power per portare avanti lo sviluppo dei progetti legati all’idrogeno. Il progetto ha ricevuto supporto pubblico europeo; è a disposizione un finanziamento complessivo per il settore di 5,2 miliardi di euro.

South Italy Green Hydrogen realizzerà due impianti; uno all’interno della bioraffineria di Gela e l’altro nelle vicinanze di Taranto per una capacità complessiva di 30 Mw. L’idrogeno verde, prodotto utilizzando esclusivamente energia rinnovabile è un importantissimo per il prossimo futuro.

Il futuro delle estrazioni di petrolio sembra ancora florido

Su questo fronte la società lo utilizzerà al fine di raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette di Co2. Come previsto nel Piano Strategico 2022-2025 il traguardo è portare la produzione di idrogeno a 4 milioni di tonnellate per anno entro il 2050. Un primo risultato è stato già raggiunto con la creazione della prima stazione di servizio a idrogeno a Mestre capofila di ulteriori iniziative in questo senso.

Nonostante tutto ciò il futuro delle estrazioni di petrolio non sembra avere esaurito il suo potenziale. Secondo il presente di Eni Descalzi la società rimane radicata in questo business; i numeri parlano chiaro, nel 2021, l’azienda ha prodotto ogni giorno 0,8 milioni di barili di materia prima di tipo oil liquida e 4,6 miliardi di piedi cubi di gas naturale.

Anche per questo la sua attività legata agli idrocarburi rimarrà il principale motore di guadagno durante il prossimo decennio e canalizzerà la maggior parte degli investimenti.

Eni prevede di aumentare la produzione nel 2025 a 1,89 milioni di barili di petrolio al giorno dai 1,68 milioni del 2021. Riducendo i costi potrà realizzare rendimenti medi in crescita del 21% nei prossimi due anni. Insomma, gli elementi fondamentali per scegliere di acquistare Azioni Eni non mancano. Tra le altre motivazioni

Eni resta una società a larga partecipazione statale, con una quota di ben il 30,1%. A ciò si aggiungono le opportunità di crescita a basso costo offerta dalle recenti scoperte di grandi giacimenti di gas naturale. Ultimo, ma non per questo meno importante, superato il rallentamento economico Eni è in grado di colmare il potenziale in parte inespresso sull’azionario.

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