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La leadership europea mette il segno meno ai mercati: pronti al “sacrificio economico”

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Avvio di settimana in rosso per i mercati, con le Borse asiatiche che registrano le perdite più ampie da due settimane in calo di quasi il 3%.

Al protrarsi della guerra in Ucraina, che ha superato i due mesi si aggiunge la prospettiva di un’ulteriore stretta della Fed dopo le parole di Jerome Powell agli Spring Meetings del Fondo monetario internazionale.

L’elezione di Macron, riconfermato all’Eliseo con il 58,55% dei voti risolve i timori di un cambio nella politica estera della Francia. La presidente della Bce, Christine Lagarde, francese, ha commentato la vittoria sottolineando che una “leadership forte è essenziale in questi tempi incerti”.

Nei prossimi giorni, poi, l’Ue potrebbe mettere in campo il sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca. Con il programma di acquisto titoli si concluderà probabilmente all’inizio del terzo trimestre l’Ue non è ancora riuscita a trovare una linea comune per procedere a un embargo sul greggio contro la Russia. Un’uscita lenta potrebbe riuscire a convincere i Paesi più riluttanti, tra cui la Germania.

La prova della leadership europea mette il segno meno ai mercati finanziari

L’umore dei mercati rimane quindi comunque sotto la pressione del sentiment ribassista, che acuisce la sensazione di una nuova crisi economica. Mentre crescono i timori per l’economia globale l’obbligazionario dell’area euro rimane in territorio positivo. Venerdì la presidente Christine Lagarde ha confermato la forte possibilità di rialzo dei tassi di interesse quest’anno. Sui timori legati a una stretta da parte della Bce prima del previsto i futures sul Bund e sul Btp segnano un rialzo rispettivamente di 36 tick a quota 153,61 e di 34 tick, a 131,79.

Nonostante questo, al momento Fitch e S&P rimangono positive sulla solvibilità del debito italiano. È confermato il rating “BBB/A-2”. Secondo S&P il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e le riforme possono migliorare l’ambiente imprenditoriale e mitigare i rischi per l’economia italiana. La crescita è vista in calo: nel 2023 l’incremento del Pil dovrebbe attestarsi al 2,1%, per poi passare all’1,5% del 2024 e allo 0,9 del 2025.

Il rallentamento della crescita e le prospettive sui consumi cinesi hanno portato un calo della pressione sui i future sul Wti e sul Brent. Il prezzo del petrolio è sceso del 3%, ai minimi da quasi 2 settimane, con un calo che ha portato i prezzi rispettivamente sotto i 99 dollari al barile e poco sopra i 103. La domanda cinese di benzina, diesel e carburante per aviazione ad aprile dovrebbe diminuire del 20% su base annua. Questo avrà un impatto sul consumo di greggio di circa 1,2 milioni di barili al giorno.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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