Ci sono alcune coppie che si ritrovano a divergere anche in merito all’Assegno Unico. Di quali casi si tratta, in dettaglio.
L’Assegno Unico e Universale è una misura introdotta da tempo ormai nel nostro Paese, che consiste in un sostegno economico per nuclei familiari con figli a carico.
Per ogni figlio, il sostegno viene erogato fino al compimento di 21 anni. Non c’è, invece, nessun genere di limite legato all’età, per figli che presentano disabilità. L’Assegno Unico è assegnato alle famiglie, per ogni figlio minore a carico, compresi i neonati dal settimo mese di gravidanza.
Il sostegno può anche essere erogato per ogni figlio maggiorenne a carico, fino a 21 anni, che tuttavia debba frequentare un corso di formazione scolastico/professionale, oppure universitario; oppure, che stia svolgendo un tirocinio o un lavoro, e il suo reddito corrisponda a un massimo di 8 mila euro all’anno.
O ancora, che sia disoccupato o in cerca di lavoro tramite Centri per l’Impiego, o che stia svolgendo servizio civile. Per ottenere l’Assegno Unico, è necessario presentare l’ISEE in corso di validità, e in base a questo, si assegna l’importo corrispondente.
L’Assegno Unico e universale, in certi contesti, può essere causa di discussioni tra genitori, in particolare se la coppia è separata o divorziata.
Se la coppia è separata e uno dei due genitori richiede l’assegno Unico, c’è anche l’opportunità di dividerlo, al 50%. Ma se un genitore chiede di percepire il 100% della quota, senza avere alcuna intesa con l’ex, possono generarsi liti e rancori.
Ma non è tutto, perché la legge sancisce che nel caso in cui abbia luogo l’affidamento esclusivo dei figli, l’assegno va solo al genitore affidatario.
Se tuttavia non è nessuna intesa formale o se si paventano cambiamenti in merito all’affido, il genitore non affidatario potrebbe chiedere di modificare la suddivisione, e da qui in poi potrebbero scatenarsi tensioni tra i due ex coniugi.
Altri conflitti possono essere generati dal fatto che, se un genitore chiede e percepisce l’Assegno Unico, anche l’altro può decidere di richiederlo, facendo istanza per una modifica dello stesso e ottenere la propria parte.
Se uno dei due genitori non è collaborativo nel fornire i propri dati per compilare l’istanza, l’altro potrebbe risentirsi e accusare l’ex di creare problemi durante il procedimento. E infine, altra causa di tensione possono essere i redditi.
Se ci sono disparità in questo senso, uno dei due ex partner potrebbe trovare ingiusto che l’altro prenda una quota dell’Assegno Unico, nonostante il suo reddito sia più elevato, oppure se non offre il proprio contributo economico, in modo equo, per il mantenimento dei figli.
Si tratta di situazioni che possono, indubbiamente, essere causa di lite, e per questo, sarebbe meglio accordarsi in modo da evitare i suddetti conflitti.
La pensione di invalidità civile nel 2026 si aggiorna con nuovi importi e limiti di…
Il Tesoro torna sul mercato con una nuova asta BOT da 4,5 miliardi di euro,…
Un errore nel calcolo delle pensioni può trasformarsi in un rimborso inatteso. Con il Messaggio…
Il Reddito di Libertà si rafforza e diventa più consistente: l’INPS annuncia un aumento dell’importo…
Avviare un’attività con la NASpI anticipata resta possibile anche nel 2026, ma le regole cambiano…
La pensione anticipata per lavori usuranti resta una delle principali vie di uscita anticipata dal…