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Criptovalute

Le criptovalute si riprendono leggermente dopo il tremendo crollo, ci sarà una forte risalita?

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Le criptovalute rimangono fortemente correlate con la tendenza del Bitcoin. Il maggiore degli asset nel mercato per capitalizzazione rimane fortemente ribassista.

Nei mercati tradizionali, il Dow Jones Industrial Average è sceso per il sesto giorno consecutivo e l’S&P 500 ha segnato il 19,4% dal suo massimo di 4.800 di gennaio.

In un contesto di grande incertezza era inevitabile un crollo del Bitcoin; che ha scontato come avvenuto sui titoli tecnologici a cui sembra oggi correlato l’avversione al rischio. Pare evidente soprattutto la correlazione con l’andamento del Nasdaq; l’indice Usa ha perso negli ultimi sei mesi il 25%. Gli investitori attendono tempi migliori e riservano la liquidità a beni rifugio, come dollaro, oro, materie prime e valute come il Dollaro.

Negli ultime giornate di trading il prezzo del Bitcoin sembra essersi fermato intorno ai 28 mila dollari. Tuttavia, in questo contesto una ripartenza long appare improbabile; la price action attuale è frutto di un consolidamento fisiologico seguito a forte crollo dell’ultima settimana. Il rimbalzo tecnico è frutto di riposizionamenti e prese di profitto in attesa di nuovi volumi che possono estendere il trend short almeno fino ai 26.000 dollari.

Criptovalute; ci sarà una forte risalita?

Guardando al futuro almeno finché non si vedranno cambiamenti nelle variabili macroeconomiche come gli indici dei prezzi al consumo di Stati Uniti ed Europa, il sentiment prevalente continuerà a essere quello ribassista.  La prima criptovaluta al mondo è tornata rimane quindi sotto quota 30.000 dollari. La maturità raggiunta da questo asset pretende ora un ambiente economico in cui il suo valore d’uso possa confermarsi tra i consumatori. I 30k rappresentano l’ultimo livello in ordine temporale in cui gli investitori sono intervenuti con grandi volumi in acquisto. Da qui nell’estate del 2021 iniziò il trend long che fece arrivare Bitcoin al suo massimo storico dei 68.000 dollari.

A spingere il Bitcoin fino ai massimi di novembre erano stati i timori speculativi di perdere l’affare, con obbiettivi di prezzo che proiettavano l’asset a quota 100.000 dollari entro la fine dell’anno. La quotazione della criptovaluta si è dunque allineata oggi ai movimenti dei listini di borsa e delle politiche restrittive previste per tutto l’arco del 2022.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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