Legge 104: quando spetta l’assegno di 521 euro al mese, e con quali redditi

Quando il disabile con legge 104,  può fare richiesta dell’indennità di accompagnamento e con quali redditi? Verifichiamolo.

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Legge 104 e assegno di accompagno

Un Lettore chiede spiegazioni sull’indennità di accompagnamento e quali sono i limiti di reddito per ottenerla. Scrive che è invalido al 100% con verbale legge 104 in situazione di gravità (art. 3 comma 3).

L’Indennità di accompagnamento o chiamata comunemente di “assegno di accompagno” è riconosciuta alla persona con invalidità totale non autosufficiente. Cioè che non sia capace di svolgere atti quotidiani di vita senza il supporto di un accompagnatore, oppure, sia impossibilitato a deambulare. Si tratta di una prestazione spettante esclusivamente al disabile e non a chi assiste. Nel 2021 l’importo dell’assegno di accompagno è riconosciuto per un importo pari a 520,29 al mese per dodici mensilità.

La condizione fondamentale per poter fare domanda dell’assegno è la riduzione della capacità lavorativa con una percentuale invalidante al 100% e la non autosufficienza, che consiste nell’assistenza continua di una persona. Esaminiamo nel dettaglio i requisiti.

Legge 104: quando spetta l’assegno di 521 euro al mese e con quali redditi?

Come sopra indicato, i requisiti per poter fare richiesta all’INPS dell’indennità di accompagnamento sono l’invalidità totale e la non autosufficienza.

Nel requisito dell’invalidità è richiesta l’accertamento dell’invalidità civile che riporti una percentuale invalidante del 100%. Inoltre, il verbale deve riportare la non autosufficienza del disabile. Significa che non deve essere in grado di compiere atti quotidiani di vita senza l’ausilio di un assistente. Ad esempio: vestirsi, assumere pasti, provvedere all’igiene personale, eccetera. Inoltre, non sia in grado di camminare senza il supporto di una persona.

Ci sono anche altre condizioni da soddisfare: il richiedente deve essere cittadino italiano, oppure, cittadino straniero comunitario iscritto nel Comune di residenza all’anagrafe. In alternativa, essere cittadino extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno da almeno un anno o avere una residenza stabile nel territorio nazionale.

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Come presentare domanda

L’indennità è riconosciuta su domanda dell’interessato da presentare all’INPS, dopo che il medico di famiglia ha inviato telematicamente all’Istituto il certificato medico introduttivo. Il certificato deve indicare la situazione dell’handicap grave, il medico deve inserire la spunta sulla voce che identifica la situazione di non autosufficienza del disabile in situazione di gravità. Legge 104, certificazione con ‘impossibilità a deambulare’ invece del verbale: facciamo chiarezza

Tuttavia, la Corte di Cassazione si è pronuncia in merito, stabilendo che se il medico presenti un certificato di inidoneità o certificato medico negativo, per l’indennità di accompagnamento e per la domanda di invaldità civile, è sufficiente la semplice presentazione della domanda. In quant è valevole la documentazione allegata che attesti la natura dell’infermità invalidante.

Il richiedente, dall’invio del certificato medico all’INPS, ha tempo novanta giorni per presentare domanda per l’indennità di accompagnamento, che permette di ricevere un assegno di 521 euro al mese (importo del 2021), a prescindere dal reddito. La domanda può essere inviata attraverso le credenziali INPS, oppure, tramite le credenziali di CIE o CNS. È possibile inoltrare la domanda direttamente dal portale INPS, oppure, farsi assistere da un Patronato.

Quando l’INPS riceve l’istanza, convoca a visita medica dinnanzi alla Commissione medico legale l’interessato, e dovrà essere la Commissione a stabilire lo stato di handicap e la non autosufficienza.

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In risposta la nostro Lettore, l’indennità di accompagnamento è riconosciuta a prescindere dal reddito, e prevede la sussistenza dei requisiti di invalidità totale con handicap grave e l’impossibilità a deambulare, come sopra specificato.