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Malattie autoimmuni e invalidità civile: tutte le percentuali e le agevolazioni previste

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Le malattie autoimmuni danno diritto all’invalidità civile? La domanda può sorgere spontanea perché sono davvero tante le patologie contemplate dall’INPS per erogare aiuti e benefici.

Sono davvero tante anche le malattie autoimmuni e si possono manifestare colpendo varie funzioni dell’organismo. In questo articolo riassumiamo quali sono quelle riconosciute come “gravemente” invalidanti”. Di conseguenza quelle per cui si può richiedere l’Invalidità Civile e i relativi sostegni previsti dalla normativa vigente.

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Ma cosa sono di preciso le malattie autoimmuni? Per semplificare una questione medica piuttosto complessa, possiamo dire che questo genere di malattia colpisce il sistema immunitario. L’apparato che dovrebbe difenderci “impazzisce” e causa danni a cellule sane invece che ad agenti esterni dannosi. A seconda del tipo di disfunzione, possono essere coinvolte più parti dell’organismo, come ad esempio il cervello, il cuore, l’apparato respiratorio, ma anche i reni, le articolazioni, la tiroide, l’apparato cutaneo e altro ancora. Spesso le malattie autoimmuni sono anche degenerative, e ciò significa che peggiorano col passare del tempo.

Malattie autoimmuni e invalidità civile, come funziona?

Tra le numerose malattie autoimmuni, che possono colpire chiunque e a qualunque età, molte sono riconosciute dall’INPS come altamente invalidanti. Indipendentemente dalla causa che le ha scatenate. A volte infatti di pende da fattori genetici, altre da traumi, altre ancora da effetti avversi da medicinali e/o vaccini. A seconda del grado di “menomazione” o problematica che rende la vita della persona più difficile da ogni punto di vista, l’INPS assegnerà una percentuale di invalidità. Non solo, attuerà una serie di aiuti, economici e non, per supportare il più possibile la convivenza con la malattia. E non escludere dalla società e dalla socialità il malato.

Quali sono le malattie per cui si può richiedere l’invalidità civile

Come accennato, purtroppo sono tantissime le malattie che portano a gravi conseguenze per la salute. Ne sono state individuate ben 80. Elenchiamo le più conosciute e quelle per le quali si possono ottenere, a seconda del caso singolo, i benefit dell’INPS. Alopecia areata; Anemia Perniciosa; Artrite Psoriasica; Artrite Reumatoide; Celiachia; Cistite Interstiziale; Colangite Sclerosante; Colite Ulcerosa; Connettiviti; Crioglobulinemia; Dermatite Atopica, Dermatite Erpetiforme, di Duhring; Diabete di Tipo I; Epatite Autoimmune; Eritema Nodoso; Febbri Reumatiche; Fibromialgia; Granulomatosi di Wegener; Lichen Ruber Planus; Lichen Sclerosus; Lupu Eritematoso Sistemico; Miastenia Gravis; Miastenia Oculare; Morbo di Addison; Morbo di Crohn; Morbo di Graves; Morbo di Kawasaki; Polimialgia Reumatica; Psoriasi; Sclerosi Multipla; Sclerodermia; Sindrome da Anticorpi Antifosfolipidi; Sindrome delle Gambe senza Riposo; Sindrome di Cushing; Sindrome di Guillain-Barrè; Sindrme di Menière; Sindrome di Sjogren; Sindrome di Reiter; Spondilite Anchilosante; Tiroidite Autoimmune; Tiroidite di Haschimoto; Vasculite.

Che percentuali vengono assegnate alle malattie autoimmuni

Premettendo che ogni situazione è a sé, solitamente l’INPS ha linee guida per le quali applica le percentuali di invalidità. Ad esempio, per la Celiachia si può partire dal 10% e arrivare al 100%. Per la sclerodermia, a seconda del grado della malattia, si ottiene da un 20 al 100%. Le vasculiti dal 21 al 100%. Chi soffre di Psoriase, con Artrite, può richiedere dal 50 al 100% di invalidità.

Quali sono i benefit riconosciuti dall’INPS

Come è immaginabile, sono davvero tante le difficoltà di vita che possono insorgere a seguito di malattie autoimmuni: dalla progressiva diminuzione della capacità motoria fino a problemi cerebrali, da dolori fortissimi che impediscono di svolgere le più semplici attività quotidiane fino a dover utilizzare continuamente macchinari per rimanere in vita.

Ecco perché l’Ente di Previdenza assegna una percentuale di invalidità a seconda della problematica di una determinata malattia. Se degenerativa, ma anche come prassi di routine, l’INPS effettua visite di controllo. Così, se la malattia peggiora o regredisce, aggiusta le modalità di erogazione dei benefit, aumentandole o diversificandole. Sono messi infatti a disposizione dell’invalido assegni mensili, esenzioni per ticket sanitari e/o per l’acquisto di medicinali, sconti sulle bollette della luce in caso di uso di dispositivi salvavita. Ma si possono ottenere anche ausili per la mobilità, carrozzelle, sconti per la modifica dell’auto in funzione del tipo di “menomazione”, indennità di accompagnamento, permessi lavorativi anche per i familiari del disabile e formule di prepensionamento.

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