Massimo Carrara: sesta generazione alla guida della multinazionale italiana della carta

Cartiere Carrara è una delle principali aziende in Europa nella produzione di carta tissue. Da più di 145 anni di storia è operativa in Italia, con l’ambizione di incrementare la sua quota di mercato, in un settore che si tramanda nella famiglia da sei generazioni.

Italia vista dallo spazio

 

L’azienda è proprietà della famiglia Carrara dal 1873, Dispone oggi di sette siti produttivi, tutti sul territorio italiano, con oltre 730 dipendenti. Grazie alla sua innovazione Cartiere Carrara produce circa 300 mila tonnellate di carta tissue made in Italy ad alto e costante standard qualitativo. La produzione parte dalla materia prima che è trasformata grazie a un processo integrato in una vasta gamma di prodotti finiti.

Cartiere Carrara distribuisce oggi i suoi prodotti con i marchi Tuscany e Bulky Soft. Ha cominciato la produzione che ha dato avvio alla tradizione di famiglia a partire 1873. La famiglia Carrara assegna un profilo industriale all’azienda a partire dal 1960, quando avvia nello stabilimento di Pietrabuona la prima Macchina Continua.

In soli vent’anni l’azienda accresce enormemente la sua attività economica dando vita al Gruppo Cartoinvest, che nel 1980 controlla 12 società sul territorio europeo. Nel 1987 il Gruppo già particolarmente prestigioso diventa licenziatario esclusivo per l’Europa del marchio Kleenex. La crescita della società prosegue fino al 2016 quando le attività della famiglia Carrara, dopo una loro parziale cessione avvenuta nel 2002 vengono riunite in Cartiere Carrara S.p.A.

L’azienda è oggi guidata da Massimo Carrara, parte della tradizione che ha raggiunto oggi una dimensione multinazionale. Cartiere Carrara è dalla fine del 2020 un Gruppo presente in ben 47 mercati comprensivi di paesi europei ed extra europei.

La nascita del Gruppo Cartiere Carrara e il suo contesto operativo

Gruppo Cartiere Carrara è nato con l’acquisizione di Carind e CRC, società del gruppo facente capo alla famiglia Caldaroni, specializzate nella trasformazione e commercializzazione di carta tissue. Nello specifico le aziende con sede nel Lazio producono carta igienica, tovaglioli e fazzoletti di carta per il settore professionale e per il mercato dei beni a largo consumo.

Le due aziende hanno oggi un fatturato aggregato di 35 milioni è contribuiscono alla strategia di crescita per acquisizioni che l’azienda porta avanti su realtà operanti nel settore. Cartiere Carrara conquista quote di mercato rafforzando la propria offerta, sfruttando gli introiti derivanti dall’economia di scala in linea con un piano pluriennale di investimenti.

Il nuovo Gruppo Cartiere Carrara supera così i 300 milioni di euro di ricavi. A questi contribuiscono i circa 730 dipendenti che lavorano tra Italia e l’estero. Chi conduce oggi questa realtà è Massimo Carrara. Il presidente dell’azienda ha contribuito a fare della cartiera una realtà di eccellenza, al settimo posto nella produzione europea di carta tissue.

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Massimo Carrara alla guida della tradizione di famiglia

Per questo nel 2018 è stato nominato Cavaliere del Lavoro. Il titolo attesta il suo impegno a fare scelte oggi più che mai determinanti considerando l’impatto ambientale che la produzione di carta può avere sull’ecosistema. Carrara orienta gli investimenti a lungo termine in un ottica di sostenibilità. Investendo in ricerca e sviluppo l’azienda è riuscita a ridurre il consumo di acqua del 50%, facendo la differenza rispetto ai suoi principali concorrenti.

In termini ecologici Cartiere Carrara può vantare numerosi riconoscimenti, che dimostrano la sua costante attenzione alla qualità e alla sostenibilità in ogni fase della filiera produttiva: la cellulosa ha una provenienza garantita dalla certificazione Fsc, la lavorazione delle materie prime, che subiscono trattamenti garantiti da Nordic Ecolabel, a cui si aggiunge inoltre ISO 50001, che invece assicura la corretta gestione delle risorse energetiche. Tra i meriti della politica industriale di Cartiere Carrara è quella di contribuire alla forestazione italiana. Oltre a questo l’azienda auto produce quasi il 57% dell’energia elettrica e termica utilizzata, per mezzo di impianti di rigenerazione e impianti fotovoltaici.

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