Le strategie che hanno reso Warren Buffett uno degli uomini più ricchi al mondo

Berkshire Hathaway è una società multinazionale conglomerata sviluppatasi con le sue caratteristiche attuali a partire dal 1965. Nata originariamente come una fabbrica tessile, grazie alla guida di Warren Buffett possiede decine di altre multinazionali, come ad esempio Duracell e Fruite of the loom.

investimenti bilanciati

Berkshire Hathaway ha investito e acquisito negli anni parti considerevoli di altre società quotate, creando uno dei più importanti portafogli di investimento dei nostri tempi in termini di capitalizzazione.

Fu acquisita nel 1965 dal gruppo di investimento guidato da Warren Buffett, che riuscì a trasformarla in una delle più grandi e più richieste società quotate del mondo. Se le sue azioni nel 1990 valevano 7.000 dollari l’una, solo dieci anni dopo arrivavano a quota 50.000 dollari, mentre oggi per comprarne una di categoria A servirebbero più di 430.000 dollari.

La sua capitalizzazione di mercato è superiore a 660 miliardi, con una progressiva politica fatta di investimenti mirati e tenuti in portafoglio a lunghissimo termine, o con le parole di Buffett di azioni acquistate per sempre, la società con sede nello stato del Nebraska, possiede completamente più di 50 aziende impegnate nei settori economici più diversi, quali elettronica di consumo, assicurazioni, abbigliamento, alimentari, settore automobilistico.

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Quali sono le società preferite di Warren Buffett e quali rendimenti ottiene Berkshire Hathaway?

La performance annuale media delle quotazioni di Berkshire Hathaway, negli ultimi dieci anni hanno reso ai suoi azionisti, soltanto in termini di crescita del capitale investito, più del 38% all’anno, mentre dal 1965 a oggi ha realizzato un rendimento almeno doppio rispetto l’indice S&P 500, intorno al 20% all’anno.

Il noto imprenditore di Omaha, oggi novantenne, non sembra volere smettere di guidare la sua società e fare investimenti, nonostante nel 2021 abbia raggiunto un patrimonio personale equivalente almeno a 109 miliardi di dollari. Secondo l’ultimo rendiconto finanziario rilasciato al fine di informare gli azionisti, il suo portafoglio di investimenti ha un valore di 270 miliardi, di cui tre quarti tutti investiti in sole cinque aziende.

Le cinque aziende preferite da Warren Buffett secondo la percentuale di capitale allocata dal suo portafoglio azionario sono Bank of America, American Express, Coca Cola, Kraft Heinz e Apple, di cui possiede più del 5%.

Qual è la strategia di investimento di Warren Buffett?

La strategia di investimento con cui Warren Buffett è riuscito ad accumulare la sua ricchezza, è incentrata principalmente sulla selezione di società molto solide, le cui quotazioni risultano sottovalutate rispetto alle analisi quantitative degli andamenti economici e finanziari della società.

Oltre questa strategia, Buffett è stato in grado di sfruttare nel tempo l’effetto degli interessi composti, capaci di incrementare in modo esponenziale nel tempo il rendimento, rimanendo investito in società come ad esempio Coca Cola, che da sola negli ultimi dieci anni ha avuto un rendimento medio del 10% all’anno.

Il suo consiglio per investire, se non si è dotati di grande esperienza nel settore finanziario, è quello di dedicare il 10% del proprio capitale ai titoli di stato a breve scadenza, investendo la restante parte in fondi di investimento che abbiano un paniere basato sull’azionario americano, come ad esempio l’Indice S&P 500.

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I parametri di Warren Buffett per interpretare il valore di un’azienda

Gross Profit Margin

Gross Profit Margin o margine commerciale è uno dei sistemi più immediati per valutare la redditività di un’azienda o di un prodotto. Esso è calcolato come il rapporto tra le vendite realizzate al netto dei costi per la produzione la distribuzione e la vendita dei prodotti. Le aziende che sono in grado di realizzare sostanziosi profitti sul lungo termine sono generalmente caratterizzate da alti margini commerciali. Essi rappresentano in modo indiretto la capacità dell’azienda di realizzare con efficienza i suoi prodotti e di dotarli della qualità necessaria per risultare competitivi ed essere venduti realizzando così un alto margine commerciale. Questo valore determina un vantaggio competitivo per l’azienda, rendendola un buon candidato per un potenziale investimento grossomodo quando questo valore è maggiore del 40%.

Sales Goods and Administration.

Questo valore è in grado di mostrare in modo indiretto la stabilità e la qualità dell’organizzazione aziendale, nonché la capacità di realizzare il massimo rendimento con il minimo impiego di risorse. Esso infatti è calcolato come la somma di tutte le spese dirette e indirette, comprese quelle amministrative, al fine di poter lanciare un prodotto o un servizio sul mercato. Questo valore determina un vantaggio competitivo per l’azienda quando rimane vicino a valori vicini al 100%, mantenendosi al contempo costante nel lungo periodo.

R&D ricerca e sviluppo

Un buon modo per capire quali saranno i futuri sviluppi dei prodotti o dei servizi offerti da un’azienda, è fare riferimento agli investimenti in ricerca e sviluppo. Questo consente di capire se la società sarà in grado di avvantaggiarsi sul mercato con la creazione di brevetti, che possono rendere i suoi prodotti particolarmente innovativi e competitivi sul lungo termine.

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Interest Expenses

Aziende in grado di farsi carico del pagamento di alti tassi di interessi proporzionati alla loro capacità di rendimento, mostrano indirettamente la loro solidità e più direttamente la loro affidabilità creditizia. Questo valore è in grado di segnalare in che misura l’azienda è in grado di autofinanziarsi, nonché la sua reputazione nel settore finanziario. Questo determina in che modo essa sarà in grado di mantenersi competitiva e quali potranno essere in base al suo capitale a disposizione, i suoi obbiettivi economici e la sua fetta di mercato.

Net Earnings

Naturalmente i profitti netti sono in grado di offrire a colpo d’occhio la capacità di un’azienda di aumentare nel tempo il suo valore. Maggiore è la durata nel tempo e la stabilità della crescita di questo valore, maggiori saranno i potenziali di rendimento dal punto di vista azionario e maggiore sarà quindi l’affidabilità dell’investimento.

ROI e ROA

ROI, Return on investment, misura la profittabilità di un investimento in relazione alla sua capacità di generare rendimenti al netto del capitale investito. Questa è la variabile più immediata dopo i rendimenti netti, quando si vuole valutare la capacità di un’azienda di portare avanti il suo business in modo efficace, operando in modo corretto la scelta dei suoi investimenti e dei suoi prodotti in relazione al ritorno ottenuto al netto dell’investimento iniziale.

ROA, Return on assets, misura l’efficienza di un’azienda nel trarre profitto dal prodotto finale, al netto di tutte le spese sostenute per metterlo sul mercato. Esso è misurato come l’ammontare totale del profitto netto, ottenuto su ogni euro guadagnato.

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Retained Earnings

Questa variabile è quella più importante per stabilire se l’azienda sta accumulando in modo oggettivo un vantaggio competitivo. Se l’azienda non è in grado di accumulare capitale, questo valore sarà uguale a zero o negativo. Questo significa che i margini di profitto della società quotata, al netto di tutti i suoi impegni economici e finanziari, non sono sufficienti per poter generare un margine utile al fine di essere ridistribuito, sia in termini di dividendi o di acquisizione delle proprie azioni. Di conseguenza la sua crescita può essere molto lenta o messa a repentaglio da un andamento non ottimale del suo giro d’affari.

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