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Pensione con 5 anni di contributi, sembra impossibile e invece…

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Vi è la possibilità della pensione con 5 anni di contributi per chi ha lavorato per poco tempo? Dettagli, condizioni, requisiti, cosa c’è da sapere

Il tema della pensione sta a cuore a tutti, ma non tutti vi riescono, con il sistema ordinario, accedendo al trattamento a 67 anni con 20 di contributi: vi è la possibilità con 5 anni di contributi per chi ha lavorato per poco tempo? Condizioni e requisiti da rispettare, i dettagli a tal proposito.

foto adobe

 

L’accesso alla pensione non è qualcosa in cui riescono tutti, con il sistema ordinario, come detto, accedendo al trattamento a sessantasette anni con vent’anni di contributi. Vi sono ad esempio coloro che hanno iniziato a lavorare tardi, e per costoro la sola opzione possibile sarebbe quella contributiva.

A spiegarlo è Proiezionidiborsa.it che, nel proprio approfondimento, spiega che in tal caso, può avere accesso alla pensione di vecchiaia solo chi ha una anzianità assicurativa successiva al primo gennaio 1996; quest’ultimi rientrerebbero nel regime contributivo, ma con condizioni differenti da chi vi fa l’accesso con vent’anni di contributi.

Restando in questa ipotesi, si legge, basterebbero anche soltanto cinque anni di contributi, ma l’età pensionabile slitterebbe a settantuno anni; quella in questione potrebbe essere una buona opzione per coloro che sono anziani ma abbiano lavorato solo per pochi anni. Nel dettaglio, la pensione di vecchiaia contributiva rappresenterebbe la sola possibilità fruibile per chi abbia avuto una breve carriera rispetto al lavoro.

Pensione con un minimo di 5 anni di contributi: chi può accedervi, condizioni e requisiti da rispettare

Tanti gli aspetti circa la pensione che destano attenzione, come nel caso del prepensionamento che potrebbe essere favorito dal datore di lavoro, oppure circa l’andarci o rimandare la pensione, chi decide e come funziona.

Rispetto al tema in oggetto, approfondito da Proieizionidiborsa.it, bisogna sottolineare e rimarcare che non tutti riescono a centrare l’uscita a settantuno anni, con un minimo di cinque anni di contributi. Inoltre, questi devono ricadere interamente nel sistema contributivo. Dunque, possono avervi accesso solo i lavorativi che hanno iniziato a versare i propri contributi successivamente al 31 dicembre 1995.

Oppure, in alternativa, possono rientrare anche chi abbia scelto di computarli nella gestione separata INPS, ma in tal caso ad essere richiesti, si legge, sono almeno 15 anni di contributi.

La pensione con 5 anni di contributi è dunque una possibilità, ma soltanto qualora vi sia il rispetto di determinate condizioni, una possibilità che riguarda i contributivi puri e che non riguarda, si legge ancora, chi ha versato contributi prima del 1996. Non si tratta dunque di qualcosa accessibile a tutti.

I lavoratori coinvolti sono quelli che non hanno i requisiti ai fini dell’accesso alla pensione di vecchiaia ordinaria, per cui è mancante il requisito dei 67 anni e quelli dei 20 anni di contributi, spiega Proiezionidiborsa.it. Chi ha iniziato la propria attività lavorativa dopo il primo gennaio 1996, i contributivi puri.

In aggiunta ai requisiti descritti, si legge che ve ne è un altro di carattere economico, ovvero aver maturato, alla data del pensionamento, un assegno pari o maggiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale. Questo, viene spiegato, è variabile e soggetto di anno in anno a rivalutazione, a seconda dell’inflazione. Nel dettaglio per quanto riguarda il 2022, l’importo è pari a 6.086,43€.

Questi alcuni dettagli al riguardo. Ad ogni modo è bene ed opportuno approfondire i temi anche mediante un confronto con esperti del campo e professionisti del settore, così da comprendere al meglio condizioni, requisiti, dettagli e tutti gli aspetti importanti al riguardo.

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